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Archive for the ‘Diritti e burocrazia’ Category

Thursday
May 15,2008

Il modello di business di RiflettoTV ci aveva sempre incuriosito e, sospettando qualche presunta (ancora da accertare) illegalità, avevamo effettuato una nostra piccola inchiesta, pubblicata poi qui su Shannon.

Per quel post, avevamo ricevuto una diffida da un loro legale, anche se non per mezzo di una raccomandata. Quelli di RiflettoTV, curiosamente, si lamentavano (come se ci fosse qualcosa di male) del fatto che avessimo nominato il loro Direttore Responsabile, il dottor Cucolo.

Ecco uno stralcio della diffida:

Secondariamente, la presente per segnalarVi che al link http://www.shannon.it/blog/riflettotv-linattesto-paradiso-delle-webtv/ è stato pubblicato un articolo dai contenuti in esubero rispetto ai diritti di cronaca e critica.
In particolare l’autore del pezzo, oltre a insinuare aspetti di illegalità, cita il nominativo del Dott. Cucolo.
Allego alla presente mail il testo pubblicato alla pagina suddetta con evidenziato in rosso i passaggi per cui richiediamo la cancellazione.
Qualora non provvediate entro 24 ore, segnaleremo alle Autorità competenti le violazioni presenti nel pezzo pubblicato sul sito, chiedendo immediatamente l’oscuramento delle pagine interessate.

Ieri abbiamo appreso che il sito è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza ai sensi dell’articolo 354 C.P.P.
Per violazione dell’art. 171 co. 1 lettera a-bis della legge 633/44
. Che dire… i nostri dubbi erano perlomeno fondati.

Non facciamo comunque conclusioni affrettate: le autorità competenti accerteranno le responsabilità di quello che è successo effettivamente.



Monday
May 5,2008

Il punto di MASSIMO MELICA

E’ il 30 aprile, tutto è pronto per un fine settimana al mare, complice il ponte del primo maggio. Si chiude lo studio, si salutano i collaboratori, ci si da appuntamento al lunedì successivo, magari rilassati dopo aver preso la prima abbronzatura primaverile. Squilla il telefono ed agitato un cliente mi riporta la notizia che i suoi dati fiscali sono on line, “va bene”, rispondo con fare sbrigativo, “ma qual è il problema?”. “Avvocato, non ricorda che nella separazione consensuale ho dichiarato a mia moglie un quarto del mio reddito?” Provo a tranquillizarlo, ma inutilmente. Chiudo il telefono e dopo qualche minuto mi chiama l’amministratore delegato di una piccola azienda: “avvocato, i miei dati sono sul web, per anni ho cercato di mantenere un “basso profilo economico” … sa i parenti, i vicini di casa, i figli che chiedono sempre oltre il necessario … qui risulta il mio vero volume d’affari! E ora che faccio?”

Ok, inizio a credere che il fine settimana al mare possa risentirne se devo occuparmi del caso, cerco maggiori informazioni, mi metto al lavoro. La prima testata giornalistica on line , che consulto, mi riporta che sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono pubblicati sia i dati dei redditi denunciati dagli italiani per l’anno 2005, divisi per città, cognome nome, data di nascita, categoria di reddito, reddito imponibile, imposta netta, reddito da impresa o lavoro autonomo, volume d’affari; sia i dati delle persone giuridiche per i redditi dichiarati ed il volume d’affari.

Bene, evviva la trasparenza esclamo, poi penso ai clienti che qualche minuto prima mi hanno allarmato con le loro considerazioni, resto interdetto. Nel frattempo mi chiama un’anziana insegnante e mi chiede se può recuperare una somma ingente. Mi riferisce che il marito, ora colto da malore, ha versato al fratello, che doleva uno stato di necessità, dei soldi a partire dal 2003. Scopre solo adesso con l’aiuto di un conoscente commercialista, che in realtà il cognato gode di una solida situazione economica mentre l’ingiustificata richiesta patrimoniale è stata fatta più per furberia che per un reale bisogno.

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“..mi schiero come sempre in difesa della Rete, di questo strumento che, se mal interpretato, amplifica gli errori degli uomini che ne sottovalutano le potenzialità.”


Friday
Apr 25,2008

In risposta a questo e quest’altro post.

DEL NOSTRO LETTORE KILLEROFGIANTS

E’ incredibile come ci siano ancora persone che credano nella buona fede di Microsoft e che questa azienda faccia qualcosa per i suoi utenti. Il modo di trattare la questione sul formato OOXML esprime la politica di un’azienda che vuole in tutti i modi garantire il proprio monopolio. OOXML è uno dei vari passi che Microsoft sta facendo ed è chiaro che dietro a questo ci sia del marcio. La cosa più logica da fare da parte dell’azienda di Redmond sarebbe stata supportare già in Office 2007 quello che allora e che ancora oggi è lo standard ODF.

Perché allora non è stato fatto? Perché Microsoft teme di non poter competere con i concorrenti e quindi ritiene giusto giocare “sporco”. Sostanzialmente OOXML è lo strumento che serve a Microsoft per prolungare la diffusione di Office 2007, non certo quella di garantire una maggiore interoperabilità tra software per l’ufficio: non sono così stupidi da scavarsi da soli la loro fossa. Altrimenti perché investire soldi per fare un nuovo formato, quando ne esiste già uno da tempo?



Monday
Apr 21,2008

DEL NOSTRO LETTORE REVE51 ( Roberto Ghislanzoni )

Il parere che mi ha preceduto, come avete potuto leggere, è a favore dell’oramai dichiarato standard ISO DIS 29500 e io cercherò di ribattere, attraverso le mie e le parole di grandi esperti, alle sue considerazioni cercando di farvi comprendere l’altro lato della medaglia.

Ecco elencate semplicemente i motivi principali del perché non dovremmo sostenere OOXML:
1. Esiste già uno standard approvato appena da due anni da ISO (ODF) che svolge già il futuro compito del formato MS
2. Ci sono, nei documenti presentati ad ISO, varie imperfezioni ed incongruenze che sono riassunte qui
3. E’ in corso un’indagine della Commissione Europea per far luce sulle possibili irregolarità nelle operazioni di votazione
4. Un formato open per questo standard esiste già, ora se ne istituisce un altro aumentando l’incertezza: qual è il vero standard?
5. Il nuovo standard che si è deciso di adottare è stato proposto dall’azienda che detiene di fatto un monopolio nel mondo dell’informatica

Quello che lascia più perplessi è il motivo di fondo per cui l’ ISO abbia voluto stabilire un nuovo standard quando precedentemente ne era già stato investito un altro (vedi Open DocumentFormat), qualcuno lo sa? E’ come se oggi la stessa organizzazione si svegliasse male e al posto dell’ ISO 8601, che definisce lo standard del formato data, istituisse un nuovo formato proposto dalla ditta PincoPalla completamente diverso dal precedente.



Saturday
Apr 19,2008

DI BLACKSTORM

La notizia è sufficientemente recente da permettermi di fare una riflessione sul formato MS da poco approvato come standard ISO. Naturalmente c’è chi, come per esempio i “paladini” di Slashdot, si strappano i capelli e si cospargono il capo di cenere, nella speranza che l’attentato alla libertà da parte di Microsoft venga rilevato per l’evento apocalittico che secondo loro è. Sono rimasto letteralmente basito dallo scoprire che il formato OOXML approvato come standard sia considerato una limitazione alla libertà dell’utente. Allora, lasciatemi fare questa breve riflessione sul perchè è stupido e insensato aggredire Microsoft per questa situazione in particolare.

In rete ho trovato un interessante documento che dovrebbe spiegare perchè usare formati aperti. Da notare che, com’è previdibile, il documento contiene una lista di “formati da evitare”, che sono fondamentalmente i formati Microsoft più BMP, TIF, WMF, MP3 e WMA (sorvolo sul piccolo dettaglio che anche il pdf è un formato proprietario e il documento se ne sbatte allegramente, cosa che non rende esattamente imparziale, a mio parere, tale pagina ).

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Seguiranno nei prossimi giorni le opinioni di altri bloggers.



Tuesday
Apr 15,2008

Dopo numerosi post inerenti la proprietà intellettuale e i brevetti software ( l’ultimo pubblicato settimana scorsa ) vi proponiamo su queste pagine una breve storia della nascita dei brevetti.

Non si parla nè di informatica nè di tecnologia, ma le vicende della Venezia del XV° secolo possono comunque aiutarci a riflettere sui contrasti che in questi anni i brevetti hanno innescato.

Abbiamo fra noi uomini di grande ingegno, atti ad inventare e scoprire dispositivi ingegnosi: ed è in vista della grandezza e della virtù della nostra città che cercheremo di far arrivare qui sempre più uomini di tale specie ogni giorno“.
Così, dopo anni di legislazione confusa, apre il primo documento ritrovato inerente i brevetti e la loro applicazione.
Si tratta dello Statuto dei Brevetti approvato con 116 voti favorevoli, 10 contrari e 3 astenuti il 19 marzo 1474 nella Repubblica di Venezia.

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Thursday
Apr 10,2008

DI JOHN MADERO

Abbiamo seguito con curiosità e interesse la campagna elettorale per le elezioni politiche del 13 e 14 Aprile 2008, ma abbiamo sentito parlare molto poco dei temi a noi cari, cioè il software libero e la difesa delle libertà digitali.

A pochi giorni dalle prossime consultazioni, abbiamo quindi deciso di avviare due iniziative parallele.
Con la prima iniziativa chiediamo ai cittadini elettori di far sentire la loro voce, tramite una petizione on-line, indicando che preferirebbero votare persone a favore del software libero.
Con la seconda iniziativa chiediamo ai candidati di sottoscrivere un documento con il quale, in forza della propria libertà di mandato, prendano l’impegno di fronte agli elettori di sostenere, promuovere e votare leggi e politiche a favore del Software Libero.

Ecco una parte dell’appello ricevuto dall’Associazione per il Software Libero il 2 aprile scorso. Cerco di contestualizzare, nel clima della campagna elettorale che si sta concludendo in questi giorni, un appello del genere.

Sarà anche disfattismo, ma ha davvero senso criticare una classe politica di non dare rilevanza al Software Libero, quando nemmeno riesce a prendere una posizione forte su tematiche fondamentali come le coppie di fatto, l’equilibrio tra flessibilità del lavoro e garanzia di continuità lavorativa, l’aborto, l’ingerenza della Chiesa nelle faccende di Stato o la legittimità delle intercettazioni telefoniche?

In questo sfacelo politico in cui il silenzio su questi argomenti è d’obbligo, pena la perdita di voti, come si deve comportare la comunità di attivisti che ha lanciato questo appello? Non dovrebbe forse prescindere per un momento dalle quotidiane battaglie per il Software Libero, e inalberarsi per inadempienze politiche decisamente più gravi?



Sunday
Apr 6,2008
“Queste imprese devono sfornare prodotti sempre più innovativi, zeppi delle tecnologie più disparate. Che spesso hanno molti padri. I titolari dei brevetti scalpitano, chiedono grossi compensi anche quando l’utilizzo della loro opera d’ingegno nel nuovo prodotto è assai dubbia. I gruppi spesso pagano solo per evitare grane giudiziarie, ma si sentono “tagliaggiati”. I giovani innovatori [...] per resitere, uniscono le forza col più improbabile degli alleati: l’industria farmaceutica
Corriere della Sera – Venerdì 28 marzo

Scambio di prospettive tra Madero, un blogger della redazione di Shannon, e Massimo Gaggi, inviato a New York del Corriere, autore dell’interessante articolo pubblicato settimana scorsa in cui, però, sembra che gli innovatori ricattino le grandi software house, addirittura le taglieggino, e quindi siano di ostacolo all’innovazione.

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Thursday
Feb 21,2008

DI SIMONE ONOFRI

Leggevo qualche tempo fa da Francesco, che oramai ci ha tristemente salutati, una riflessione sul pensiero che Zygmut Baumanimportantissimo sociologo e teorico della postmodernità – ha espresso tempo fa in un’intervista per Nova, l’inserto del Sole 24 Ore. Dell’intervista troviamo il sunto di Gregorji su Giornalettismo Militante, del quale consiglio vivamente la lettura non solo dell’articolo ma anche dei relativi commenti.

Brevemente, Bauman sostiene che da un punto di vista sociologico Internet, e più precisamente il fenomeno meglio conosciuto come Web 2.0 (che Tim Berners-Lee definisce un jargon) si sviluppa su tre concetti chiave: solitudine“, “paura” e “narcisismo ed è sostanzialmente “una potente via di fuga dalle difficoltà e dalle tribolazioni della vita reale“.

Questo primo punto fa immediatamente pensare ai Mondi Virtuali ed è interesante lo stesso titolo di Second Life, una Seconda Vita. Non a caso gli ultimi slogan usati per le sue comunità suonano come: “Second Chance for Real Life Players“. Inoltre, spesso, si sente che la Second Life diventa se non la First Life almeno la Primary Life e questo – da un punto di vista sociale e umano – non è il massimo. David illuminaci tu con la tua esperienza sui Mondi Virtuali.

Altro concetto che fa riflettere è che Bauman ci ricorda che Internet è un Lusso. Per navigare si ha bisogno di computer econnessione – possibilmente a banda larga e flat così da non avere problemi a seguire tutti i siti “social”, mantenere uno o più Blog, scrivere quello che faccio su Twitter e parlare con tutti i miei contatti in tempo reale. Ma non solo questi costi in “pura” moneta, soprattutto Tempo.

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Wednesday
Feb 13,2008

Breve

Paganesimo era stato chiuso dall’ospitante Splinder per colpa di un’immagine pubblicata, ritenuta evidentemente inadeguata.

Il blog, dopo qualche giorno di down, è finalmente tornato online. Si tratta di un altro caso di censura tutta italiana.

Per una panoramica più completa, vi invitiamo a leggere il post di Alice e i commenti pubblicati dai suoi lettori:

“Un innocuo Gesù Cristo catturato dai fantasmi. Che fa anche ridere, tra l’altro.
Quello che più mi preoccupa è che si tratta di una censura religiosa. Qualche cattolico profondamente aperto mentalmente è entrato per sbaglio su Paganesimo, ha denunciato il fatto a Splinder, che ha deciso di troncare lì il sito. Questo è un ragionamento non solo odioso ma, soprattutto pericoloso.”

Ecco l’immagine incriminata:

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Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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