Ci siamo conosciuti a Ginevra, all’Istituto di Storia della Medicina dove entrambi lavoravamo all’analisi di temi o teorie controverse; nello specifico Christian era impegnato in una ricerca sulle
origini dell’AIDS nata dal suo documentario teatrale “L’Origine del Male” (che racconta di una teoria controversa sull’origine dell’epidemia); mentre Francesca conduceva un’analisi sulla controversia legata all’efficacia della terapia Di Bella. Da lì l’idea di un nuovo progetto teatrale e di ricerca; poco dopo, la
proposta di collaborazione da parte di Arcoiris.tv. E così da febbraio scorso viviamo e lavoriamo a Modena.
2) Come è nata l’idea del “VideoBlog sulla Proprietà Intellettuale”, e soprattutto qual è l’eventuale modello di business di questa iniziativa editoriale?
La ragione che ci ha spinto ad avviare questo videoblog è che proprio sulla proprietà intellettuale si sta compiendo una grossa battaglia per la difesa di certe libertà che a poco a poco ci vengono tolte, rosicchiate. Con il pretesto della protezione dei diritti dell’autore di un’opera si sta privando la collettività del diritto di accedere liberamente alla cultura e alla conoscenza, in ragione di fini esclusivamente commerciali. E la gente comune è, nella maggior parte dei casi, lasciata all’oscuro di quanto sta avvenendo: infatti il tema raramente viene affrontato dai grandi media. Inoltre l’argomento, nelle sue diverse articolazioni, risulta spesso complesso agli occhi di chi non lo ha mai approfondito e che non comprende l’urgenza del problema e le proporzioni di questa corrosione lenta ma continua delle libertà intellettuali. Il nostro videoblog nasce per contribuire, se non ad invertire la rotta, perlomeno ad aumentare la partecipazione delle persone comuni a questo dibattito.
Per quanto riguarda il “modello di business”, noi vorremmo continuare questo tipo di esperienze, sia in video che a teatro, e dunque è importante avere dei finanziamenti o delle sponsorizzazioni per compensare il nostro lavoro e impegno. Non puntiamo a proteggere il nostro risultato, al contrario siamo contenti quando il nostro lavoro circola: sia perché l’obiettivo di questo progetto è “informare” il maggior numero di persone possibili sulle tematiche delle libertà intellettuali, sia perché è un modo per farci conoscere, e promuovere le nostre competenze.
Siamo piuttosto come dei muratori: ci piacerebbe essere pagati per il tempo e le energie della produzione, poi il risultato diventa indipendente da noi.
Al momento il videoblog è prodotto con l’appoggio di Arcoiris tv che crede nel nostro lavoro e ci sostiene. Tutti i video sono ovviamente rilasciati con licenza Creative Commons di tipo “by”. Se ne può fare quello che si vuole, ci basta solo che venga riconosciuta la nostra paternità.
Speriamo solo di poter continuare a lungo ad avere il sostegno economico per la produzione dei video. Sembra comunque che stiano nascendo pian piano delle nuove strade per ottenere finanziamenti a sostegno di iniziative editoriali di questo tipo: il sistema delle produzioni dal basso è un esempio. Altra alternativa è quella di cercare il sostegno di sponsor, chiaramente con la condizione della nostra indipendenza editoriale.
3) La quarta puntata del videoblog affronta la tematica Linux / Free Software in modo chiaro e puntuale anche per un utente alle prime armi. Come avete lavorato in fase di preparazione per ottenere questo risultato?
Abbiamo attuato una semplice strategia. Ci siamo domandati di continuo: “Questa cosa, spiegata così, verrebbe capita da mio padre?” (che non sa quasi nulla di computer, software e licenze). Costantemente ci immaginiamo di avere di fronte un interlocutore inesperto e interessato a capire.
Lavorare in due è comunque essenziale per strutturare il lavoro in modo chiaro e semplice: il testo si sviluppa da un confronto continuo, da un dialogo a volte estenuante (!), da risposte a domande che ognuno di noi pone all’altro per esplorare possibili aree di incertezza. E’ un lavoro di ricerca impegnativo perché per spiegare qualcosa ad altri in modo chiaro è fondamentale che sia prima di tutto chiara a noi stessi. E in ogni puntata di questo videoblog abbiamo scoperto un nuovo mondo che ci ha entusiasmato. Presentiamo appunto gli aspetti che riteniamo più importanti, cercando di focalizzarci su due o tre argomenti chiave, più “pratici”, socialmente utili (a volte non sono nemmeno quelli che avevamo scelto all’inizio!). Discorsi teorici senza applicabilità, non servono a niente.
4) Che feedback ha ricevuto questo videoblog da parte della comunità?
Il lavoro ha ricevuto innumerevoli riscontri positivi, sia da chi non aveva mai sentito parlare del mondo di Linux che dagli “esperti” del campo, come i linux user group o le aziende informatiche che promuovono l’utilizzo di software open source.
Il video è anche utilizzato per la campagna per la
“Liberalizzazione nel campo del Software per Personal Computer”, l’iniziativa
coordinata dal Prof. Renzo Davoli.
Il nostro fan più accanito? Alessandro, un bambino di 8 anni che sa ormai tutto su linux e il software libero e ha obbligato suo padre ad installare ubuntu!
5) A cosa vi state dedicando (oltre chiaramente alla quinta puntata)?
In questo momento siamo impegnati alla preparazione della quinta puntata che presenteremo al Festival della Creatività di Firenze, il prossimo 27 Ottobre, nella giornata dedicata ai saperi liberi. La nuova puntata affronterà le domande che deve porsi un artista (soprattutto emergente), rispetto al diritto d’autore.
In parallelo stiamo lavorando ad un nuovo progetto teatrale - che sarà pronto fra qualche mese - dedicato alle controversie legate agli eventi dell’11 settembre 2001. Un lavoro che vuole proporre, rispetto all’immenso panorama dei recenti lavori sull’argomento, un punto di vista diverso.
Periodicamente portiamo in scena il documentario teatrale “L’origine del Male” che, come dicevamo, racconta la storia di una controversa teoria sull’origine dell’AIDS (recentemente siamo stati a Grado e a novembre saremo a Udine).
Per il videoblog abbiamo numerosissimi temi in cantiere: vorremmo parlare della questione dei brevetti legata soprattutto ai farmaci, dello scambio peer-to-peer, del “pizzo” posto sui supporti vergini, di digital rights management (DRM), di Trusted Computing…
Per ciò che concerne il tema della proprietà intellettuale più in generale, abbiamo nel cassetto dei progetti paralleli al videoblog: la preparazione di un video “spot” - in diverse lingue - sulla questione della direttiva europea sul prestito bibliotecario (che impone il pagamento del diritto d’autore sui libri presi in prestito nelle biblioteche pubbliche) e una serie di screencasts per l’installazione e l’uso di Linux Ubuntu. E come progetto a lungo termine abbiamo in cantiere uno spettacolo-documentario sulla questione della proprietà intellettuale.
16 Responses for "Biasco, il matematico che ha spiegato Linux con un video"
Uhm… purtroppo viene difficile non commentare il video, argomento fondamentalmente centrale di questo articolo. Ed il mio commento è che si, mio nonno che non capisce nulla di pc lo capirebbe. Il problema è che capirebbe le cose sbagliate. Questo perchè nel video vengono nascoste le problematiche di linux: ho visto una sacco di forum in cui qualcuno chiede una mano per linux e non riceve risposta. Addirittura emblematico questo: http://forum.ubuntu-it.org/index.php?topic=112858.0
Il tipo che fa il primo post, oltre a dimostrarsi una persona volgare e senza il minimo buongusto, nonchè assente dell’indispensabile senso critico che dovrebbe accompagnare chiunque, in firma ha 3 link a 3 problemi diversi, i quali da oltre un mese non hanno soluzione. Notare quanto passa dal momento del post iniziale alla risposta di qualcuno. Questo è il supporto della comunità di ubuntu italia. E questo è uno dei problemi che nel video vengono nascosti. Ancora, non è vero che linux è immune da virus, e non è vero che non si può essere accusati di pirateria usando componenti di linux (non linux in se, ma altri add-on). E queste sono le prime cose che posso vedere ad occhio. Sebbene il video sia esplicativo, purtroppo nasconde molte cose “scomode”. Rivolto ad un pubblico tecnico, si notano subito, per un pubblico che non ne sa nulla ci non vengono rivelate le problematiche che linux può avere (non necessariamente per colpa di linux stesso) con determinate periferiche. Fra l’altro, vorrei far notare che un prodotto come open office è molto carino e tutto, ma ha un piccolo problema: è pesante. Inoltre noto che non vengono citati formati proprietari ma con specifiche aperte, come il pdf (esiste un pacco così di programmi che convertono i documenti in pdf, ed un pacco altrettanto grande, se non più grande che lo leggono), o il formato rtf. Non voglio denigrare linux nè l’ottimo lavoro di questo videoblog, ma onestamente, ritengo che ci siano informazioni, se non false, almeno fuorvianti. Poi quando mio nonno vorrà passare a linux, e lo installerà, e nessuno gli spiegherà perchè non riesce a sentire musica o perchè la stampante non funziona, lo buttera cmq nel cesso. Come ultima precisazione, il discorso dipendenza mi pare un poco esagerato. Terroristico a tratti.
Caro Blackstorm,
iniziamo con il dire che le critiche sono sempre benvenute.
Passiamo poi alle contro-critiche, per dire che di nonni in Italia ce ne devono essere proprio tanti, visto l’interesse suscitato e i commenti positivi che abbiamo ricevuto. Linux ha dei difetti… vero. Anche Gandhi e Mandela ne avranno, ma in un video introduttivo di 16 minuti non credo che gli si farebbe giustizia, concentrandosi sui loro punti deboli.
I virus per linux, ci sono, vero, come i casi di malaria in Svizzera, però i PC sono come alcuni paesi tropicali, dove la vaccinazione è fortemente consigliata, ma in Svizzera no.
Problemi di periferiche? Vero, ma sempre meno.
Open Office è pesante? E l’alternativa? Il nuovo Office che costa un occhio della testa?
formati proprietari con specifiche aperte? Con quale programma libero, o Blackstorm, modifichi i pdf? Degli RTF tutti i ‘tecnici’ sanno diffidare in quanto non viene interpretato sempre allo stesso modo, e alcune amministrazioni che volevano usarlo come standard di comunicazione si sono infatti scottate…
Per quanto riguarda la dipendenza ti dico solo che ho appena comprato una smart card di infocamere e per linux o mac le difficoltà sono notevoli.
A scuola si insegna quasi esclusivamente Windows, se non sei un idealista o uno a cui piace arrangiarsi sei tagliato fuori. E la scuola, le licenze le paga.
E della petizione di Davoli, chi ne ha parlato nei media?
Ma ribadiamo il punto iniziale: le critiche sono sempre benvenute.
Saluti
Christian
Sarebbe interessante capire le dinamiche di sponsorizzazione dal basso di questi filmati. Credo che aiuterebbe molto se gli autori di questo interessante filmato, raccontassero come si finanziano progetti di questo tipo. Gioverebbe a molti … ma forse questo potrebbe tranquillamente essere un altro articolo o un’altra intervista. Speriamo…
Intanto complimenti agli autori.
[...] http://www.shannon.it/blog/biasco-il-matematico-che-ha-spiegato-linux-con-un-video/ [...]
“Passiamo poi alle contro-critiche, per dire che di nonni in Italia ce ne devono essere proprio tanti, visto l’interesse suscitato e i commenti positivi che abbiamo ricevuto.”
E questo mi fa piacere.
“Linux ha dei difetti… vero. Anche Gandhi e Mandela ne avranno, ma in un video introduttivo di 16 minuti non credo che gli si farebbe giustizia, concentrandosi sui loro punti deboli.”
Ok, d’accordo. Condivisibile. L’unico problema grosso che ci vedo è che in questo video dici che non si può essere accusati di pirateria usando linux e i programmi per esso disponibili. Cosa che, purtroppo, è falsa.
“I virus per linux, ci sono, vero, come i casi di malaria in Svizzera, però i PC sono come alcuni paesi tropicali, dove la vaccinazione è fortemente consigliata, ma in Svizzera no.”
Beh, certo. Magari sarebbe stato utile dire anche che i virus non sono le uniche cose cattive che possono arrivare. Con qualsiasi os va sempre usata la testa. Il video da l’impressione, ad un neofita, che non gli servano precauzioni, con linux… E questa è un’altra cosa che secondo me è sbagliata: il phishing è sempre in agguato, e se è vero che senza testa non si va da nessuna parte, far credere che solo perchè è linux sia impossibile cascarci non va. Certo, non dici esattamente così, ma mi pare che l’impresisone che se ne ricavi sia questa. Poi magari sbaglio.
“Problemi di periferiche? Vero, ma sempre meno.”
Il problema è che difficilmente posso essere felice di una compatibilità piena con il bluetooth quando la scheda di rete wireless non va nemmeno a pagarla oro.
“Open Office è pesante? E l’alternativa? Il nuovo Office che costa un occhio della testa?”
Non ho detto che ci sono alternative, ho detto che purtroppo, e sottolineo il purtroppo, OO è pesante. Perchè purtroppo si appoggia al java, che è un linguagigo intrinsecamente pesante. Se ci fossero alternative più leggere, sarei stato molto contento. Lotus Symphony mi aveva dato speranza, ma è più pesante di OO e lascia aperti processi che non dovrebbero rimanere aperti.
“formati proprietari con specifiche aperte? Con quale programma libero, o Blackstorm, modifichi i pdf?”
forse con la modifica mi sono spinto un po’ oltre, ma mi pareva che un mio amico avesse modificato un pdf da linux.
“Degli RTF tutti i ‘tecnici’ sanno diffidare in quanto non viene interpretato sempre allo stesso modo, e alcune amministrazioni che volevano usarlo come standard di comunicazione si sono infatti scottate…”
Cattivo sviluppo e cattive specifiche.
“Per quanto riguarda la dipendenza ti dico solo che ho appena comprato una smart card di infocamere e per linux o mac le difficoltà sono notevoli.”
Non ci arrivo. Cosa vuol dire? Che i produttori sono dipendenti da MS?
“A scuola si insegna quasi esclusivamente Windows, se non sei un idealista o uno a cui piace arrangiarsi sei tagliato fuori. E la scuola, le licenze le paga.”
A volte. E purtroppo. Il fatto è che io vedrei molto meglio un discorso di insegnamento parallelo.
“E della petizione di Davoli, chi ne ha parlato nei media?”
Nessuno probabilmente. E questo è un problema. Il mondo open source avrebbe bisogno di più supporto, sicuramente.
La cosa veramente da puntare, nel video, al di là di uqalsiasi altra critica, è il falso senso di sicurezza che vinene instillato nell’utente. La security by open source non è così efficace come può sembrare. Magari non è lo scopo del video, ma un invito ad usare la testa, comunque, ci andava messo.
Blackstorm, a parte che se hai usato ubuntu almeno una volta dovresti sapere che nessun nonno la butterà nel cesso perché non potrà sentire la musica o guardare i video: appena avvii un formato non supportato (di base) ti verranno scaricati i codec (librerie)… Quindi permettimi di dire che quella tua affermazione è errata…
Riguardo la questione della pirateria, beh… Di per sé Linux (= una sua distro moderna) ti permette di avere un sistema completo senza dover ricorrere alla pirateria o ad una spesa di un certo livello.
Poi, ovviamente, su Linux ti puoi anche installare Office piratato (usando wine), ma di fondamentalmente non ne avresti bisogno…
Riguardo la compatbilità hardware, come detto, siamo su livelli davvero alti ora come ora (di certo il kernel di default supporta più periferiche di ogni altro OS), e nel tuo esempio per la scheda wireless non tiene… Con ndswrapper puoi anche usare i driver per windows per usare la tua scheda su linux, qualora non vi fosse un’alternativa free o comunque ben supportata di default.
Riguardo i PDF, sì è possibile modificare PDF liberamente usando PDF-edit… Non permette certo modifiche rivoluzionarie, ma lavorandoci si puoi fareci cosa ti pare…
Riguardo OpenOffice.org, beh… Non si appoggia a Java, o meglio lo fa solo per certe operazioni (alcuni calcoli complicati nei fogli di calcolo, oppure per disegnare elementi usando librerie grafiche avanzate) quindi nell’uso normale non richiede assolutamente l’installazione di Java. La sua pesantezza (sicuramente maggiore su Windows che sul Pinguno, ma comunque vera), di fatto la si nota solo “al primo lancio”… È dovuta tuttavia più alla sua struttura piuttosto che al linguaggio usato (che non è Java, ma in gran parte C++)…
Riguardo la sicurezza, certo problemi possono esistere anche sul Pinguno, ma sarà perché è utilizzato meno, sarà perché è strutturato meglio (al massimo un utente può fare parecchi danni solo nella sua area), sarà perché nuovi tool come SysLinux e AppArmour non permettono l’esecuzione a processi “strani”, comunque sia problemi di sicurezza (di rilievo) ai giorni d’oggi non ce ne sono (e la maggior parte del WEB gira su Unix), quindi mi pare giusto dire che Ubuntu è un sistema sicuro.
Poi, ovvio, l’utente ha il potere di buttar giù tutti i muri che lo difendono…
Christian, ti rinnovo i miei complimenti oltre a quelli che ti ho già fatto qui.
“Blackstorm, a parte che se hai usato ubuntu almeno una volta dovresti sapere che nessun nonno la butterà nel cesso perché non potrà sentire la musica o guardare i video: appena avvii un formato non supportato (di base) ti verranno scaricati i codec (librerie)… Quindi permettimi di dire che quella tua affermazione è errata…”
E’ errata solo in parte. Se per un qualsiasi motivo il nonno di cui sopra non ha internet, i codec (che in realta’ piu’ che codec sono plugin, ma non mi addentro oltre) non li scarica. Punto. Era questo che intendevo.
“Riguardo la questione della pirateria, beh… Di per sé Linux (= una sua distro moderna) ti permette di avere un sistema completo senza dover ricorrere alla pirateria o ad una spesa di un certo livello.”
Ah, be certo. Infatti i codec di cui sopra non sono coperti da copyright, e quando li scarichi non appare il poco rassicurante annuncio di assicurarsi che sia legale scaricare i suddetti nel paese in cui si e’. Se ci si prendesse il disturbo di non voler essere per forza free software a tutti i costi si capirebbe che qualsiasi distro potrebbe pagare i codec, invece di scaricare sull’utente la scelta di scaricarli o meno (e scaricando i codec qui in italia si commette reato, e non parlo solo di codec audio ma anche video). E non mi dire che il costo sarebbe oneroso: winamp li paga con le licenze di winamp pro che vende, e sono anni che lo fa. Eppure di base il winamp e’ gratuito. Quindi il costo e’ sostenibile. Specie da una Canonical.
“Riguardo la compatbilità hardware, come detto, siamo su livelli davvero alti ora come ora (di certo il kernel di default supporta più periferiche di ogni altro OS), e nel tuo esempio per la scheda wireless non tiene… Con ndswrapper puoi anche usare i driver per windows per usare la tua scheda su linux, qualora non vi fosse un’alternativa free o comunque ben supportata di default.”
Perche’ il mio esempio non tiene? Ti assicuro che alternative non ce ne sono. Ma a parte questo, scusami, il filmato deve essere comprensibile al solito nonno e poi il nonno e’ tenuto a sapere che esiste ndiswarapper, usarlo, recuperare i driver per win, e sapere anche cosa sta facendo? Mi pare un controsenso. Se e’ un sistema facile da usare, perche’ mi si richiedono competenze tecniche che non ho, che potrei non avere la possibilita’ di acquisire, o semplicemente che potrei non volere acquisire (c’e’ gente che col pc ci lavora, e non ha tempo ne voglia di smazzarsi un ndiswrapper, una configurazione di iptables, o cose del genere)?
“Riguardo OpenOffice.org, beh… Non si appoggia a Java, o meglio lo fa solo per certe operazioni (alcuni calcoli complicati nei fogli di calcolo, oppure per disegnare elementi usando librerie grafiche avanzate) quindi nell’uso normale non richiede assolutamente l’installazione di Java.”
Guarda, io lo uso sia su win che su linux. Su win, quando parte OO, mi parte la jvm. E la jvm e’ pesante. Fra l’altro non ho mica detto che sia in java: ho detto che si appoggia al java. Su linux in effetti e’ piu’ leggero, ma siccome per molte cose devo usare windows (finche si tratta di elaborazione testi ok, ma se mi serve connettivita’ devo usare windows, finche’ non ho capito come far funzionare la wireless), preferisco usare del tutto win. E li’ OO mi cade di brutto.
“Riguardo la sicurezza, certo problemi possono esistere anche sul Pinguno, ma sarà perché è utilizzato meno, sarà perché è strutturato meglio (al massimo un utente può fare parecchi danni solo nella sua area),”
E’ proprio l’area utente il problema: se nn ci chiapi di sicurezza, non ci chiappi nemmeno se cambi os.
Rispondo con un “po’” di ritardo :P…
Comunque…
Beh, a parte che non sono neanche “plugin” intesi come aggiunta per un applicazione, quanto - semmai - librerie aggiuntive (o anche veri e propri codec = dll [sempre librerie] per windows, se si installano pure quelle), comunque sia se non si ha internet anche su Windows non c’è da subito il supoprto a certi formati, quindi il discorso è il solito… E se è “uno fuori dal mondo” possiamo fargli avere i pacchetti in un CD!
Il messaggio non riguarda alcun copyright, quanto - semmai - problemi di brevvetti.
Sono cose diverse… Ubuntu non ti permette di installare software protetto da copyright illegalmente, semmai solo software free che utilizzano brevetti software che qui - in Italia - non sono nemmeno riconosciuti.
Quindi siamo totalmente nella legalità, sia chiaro!
Errato… I brevetti software in Europa non sono contemplati, mi pare che di fatto lo siano solo in USA ed in pochi altri paesi, ad ogni modo Canonical potrebbe anche farlo per proteggere certi utenti che abitano in altri paesi, ma questi possono anche farselo ad un costo irrisorio oppure usare altre alternative free…
Un tipo del genere non so se nemmeno sarebbe in grado di installare driver per windows, allora… Ciò implica che chiamerebbe qualcuno che sa farlo… La stessa cosa la può fare con ubuntu.
Uhm… credo di non essermi spiegato…
“comunque sia se non si ha internet anche su Windows non c’è da subito il supoprto a certi formati, quindi il discorso è il solito…”
Cosa intendi per “certi formati”? Io sto parlando di banalissimi mp3. Che quarda caso wmp riproduce di base.
“E se è “uno fuori dal mondo” possiamo fargli avere i pacchetti in un CD!”
Certo… a patto che Ubuntu li veda. Perchè io con adept (o synaptic, non ricordo quale dei due) non sono riuscito in nessun modo a fargli capire che doveva prendere il dvd (di ubuntu stessa), lui insisteva che voleva per forza un cd. Siamo nel 2007, non nel 1970.
“Ubuntu non ti permette di installare software protetto da copyright illegalmente, semmai solo software free che utilizzano brevetti software che qui - in Italia - non sono nemmeno riconosciuti.”
Qui in italia non so bene com’è la situazione, anche se so per certo che è assolutamente un casino. Il fatto è che, a mia memoria, le european patents sono brevetti “spuri”, per così dire. E non so quanto la legislazione consenta certe pratiche. A parte questo, Ubuntu scarica sull’utente la responsabilità di accertarsi che il download dei plugin (continuo a chiamarli così per brevità, non per altro) non infranga le leggi. Un comportamento come minimo ambiguo… Preferisco mille volte la Novell che almeno si è presa una certa responsabilità.
“Un tipo del genere non so se nemmeno sarebbe in grado di installare driver per windows, allora… Ciò implica che chiamerebbe qualcuno che sa farlo… La stessa cosa la può fare con ubuntu.”
Cosa? Mi stai dicendo che usare ndiswrapper ed installare un driver su win hanno la stessa difficoltà? A me non è sembrato…
[...] Gennaio 23, 2008 · Archiviato in Free Software, GNU/Linux, Linux, Ubuntu, news, open-source, pubblica amministrazione, web π-Videoblog sulla proprietà (libertà) intellettuale è costretto a fermarsi. Qualche giorno fa avevo commentato un post riguardante un evento che vedeva come protagonisti la SIAE e uno sfortunato gruppo di amici. Nel commento nominavo proprio Christian Biasco, l’autore (insieme a Francesca Terri) del progetto. Oggi compare un pingback da doxaliber, tramite cui vengo a conoscenza della triste novità. Il fatto mi amareggia particolarmente, Biasco è il matematico che ha spiegato linux con un video (vedi intervista su shannon.it), e lo ha fatto incredibilmente bene: un video chiaro, semplice, diretto, e allo stesso tempo completo. Potete leggera il “comunicato” anche dal sito ufficiale, dove trovate anche i link per vedere/scaricare liberamente i suoi bellissimi video. Ne vale la pena davvero, e se qualcuno è in grado di fare qualcosa per salvare il progetto..beh, lo faccia! [...]
[...] Vi ricordate il videoblog sulla proprietà intellettuale di Francesca Terri e Christian Biasco di cui avevamo già parlato? [...]
Concordo con Blackstorm,linux e’ unix a tutti gli effetti,e’ un os per intenditori,mentre chi usa il pc o mac non deve fare altro che fare eseguire gli exe e basta.
Inoltre tutto quello che e’ commerciale e’ fatto in maniera grafica soddisfacente tanto che non e’ necessario scervellarsi su quali comandi o librerie mancano,diciamo che linux si e’ messo da poco ad essere amichevole nei confronti degli utenti,per il resto i guru del *.nix storcono il naso quando qualcuno in difficolta’ chiede spiegazioni,un po’ come quelli che sono bravi in matematica ed allora deve essere per forza facile.
Ho persino letto in un forum di utenti .nix le critiche selvagge nei confornti delle riviste che adesso spiegano linux alla maggioranza dei neofiti,colpevoli di vivere della pubblicita’ di windows.
E’ il solito discorso della scuaola italiana,solo perche’ vivi devi sapere e non chiedersi perche’ il 99% non capisce le loro teorie.
Un bravo a Blackstorm che ha avuto il coraggio di dire le cose per come stanno.
Blackstorm perde il pelo ma non il vizio …
un’affermazione di questo tipo:
“… Qui in italia non so bene com’è la situazione, anche se so per certo che è assolutamente un casino…” è quantomeno curiosa. Dice che non sa bene com’è la situazione ma sa per certo che è un casino.
Blackstorm, o lo sai per certo o non lo sai, quindi evita di fare affermazioni gratuite e fuorvianti.
Secondo punto … OOo lo puoi installare, e funziona, anche senza la virtual machine di Java … rinunci ad alcune funzioni. D’altronde, quando installi Microsoft Office e fai l’installazione tipica buona parte dei modelli, delle clipart, l’editor per le equazioni e sa il signore cos’altro non sono installati. Quando li invochi Office ti chiede il cd per installarli.
Sei fai l’installazione personalizzata perdi quindici minuti (d’orologio) solo per selezionare le voci che vuoi installare, e se fai l’installazione completa ti scarichi sull’hard disk almeno 600 mega … e non dire che non è vero perché di installazioni di Office ne faccio almeno una a settimana, quindi parlo perché so.
Seconda cosa … Da word puoi vedere (menù Finestra) o aprire (menù File) solo file di Word … da OOo no. Da ogni applicazione puoi aprire, creare, gestire i file di tutte le altre. E questo spiega la pesantezza al primo avvio. Uso OOo in ambiente Windows e ti posso assicurare che non noto particolari rallentamenti nell’esecuzione. Tralasciamo il fatto che Microsoft Office 2007 ha problemi ad aprire i file di Word 2003 perché non voglio gettare altra carne al fuoco.
Scheda wireless? hardware che non è riconosciuto? Dimmi com’è la situazione su Vista, per favore … è noto che l’ultimo nato di casa Microsoft è affidabilissimo, stabilissimo e legge ogni tipo di periferica senza problemi.
Tralascio l’intervento di venezia63jr perché non dice nulla di nuovo ed è pieno di pregiudizi e preconcetti. Ricordo soltanto che ogni LUG (Linux User Group) organizza giornate Linux alle quali può partecipare chiunque e installation party.
Gli stessi problemi riscontrati nei forum su Linux si riscontrano anche in quelli su WIndows … se si fa una domanda occorre accettare l’idea che nessuno abbia voglia, tempo e competenza per rispondere … poi gli stronzi usano sia Linux che Windows, quindi generalizzare mi sembra inutile e stupido.
[...] Biasco, il matematico che ha spiegato Linux con un video | Shannon.it Un blog al contrario che tratta di tecnologia e internet sociale, net business e realta’ virtuali [...]
Voglio segnalare un simpatico articolo, comparso su Doxaliber qualche tempo fa (il 12 dicembre 2007, per l’esattezza) che spiega a Blackstorm che Linux lo potrebbe usare anche suo nonno e a Venezia63jr come sia tutto tranne un sistema operativo per intenditori, con questo lasciando chiaramente intendere che lui non lo è, soprattutto quando fa affermazioni come la seguente: “… linux e’ unix a tutti gli effetti,e’ un os per intenditori,mentre chi usa il pc o mac non deve fare altro che fare eseguire gli exe e basta…”. Si può discutere sul fatto che Linux sia Unix a tutti gli effetti, visto che le differenze ci sono, ma non si può discutere che MacOS sia parente di Unix almeno quanto lo è Linux.
Comunque, il link all’articolo è questo:
http://tinyurl.com/35m72w
Con la speranza che, prima di dare sfogo alle tastiere per scrivere inesattezze, ci si documenti un poco meglio (e questo vale anche per i linuxiani doc, o sedicenti tali, che scrivono grossissime ed emerite bestialità su Windows).
Ciao :o)
Mago
[...] Biasco, il matematico che ha spiegato Linux con un video è un post che John Madero ha pubblicato su Shannon.it e che racconta: [...]
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