DI MAURO RUBIN

L’innovazione ha cambiato il nostro modo di comunicare e di percepire l’ambiente circostante; l’invenzione che nello scorso secolo è stata più utilizzata e sfruttata per la comunicazione è stata senza ombra di dubbio la televisione.

La stessa Wikipedia recita:”Da un punto di vista sociologico la televisione è uno dei mezzi di comunicazione di massa tra i più diffusi e apprezzati. La semplicità d’uso e l’attuale basso costo l’hanno portata ad affiancare sempre più efficacemente la stampa e la radio come fonte di informazione e soprattutto di svago grazie agli innumerevoli spettacoli offerti. Da un punto di vista tecnologico la televisione è invece un’applicazione delle telecomunicazioni.”

Negli anni ‘80 in Italia c’è stato un vero “boom” della pubblicità su tv, creando un nuovo settore in espansione: quello delle “agenzie pubblicitarie”.

Queste società hanno sfornato schiere di creativi che mediante i mezzi di comunicazione promuovevano in modo originale nuovi prodotti e allo stesso tempo creavano nuove necessità… Successivamente questo tipo di “guerra dei prodotti” si spostò sulla Rete ma ben presto si scoprì che l’anonimato di quest’ultima dava la possibilità di applicare nuove tecniche…

Alcune società iniziarono a mettere in giro voci (tramite siti, forum e chat ) in modo anonimo sulla pericolosità di alcuni prodotti sul mercato: molti ricorderanno le batterie della Nokia che saltavano in aria a contatto che certi tipi di onde elettromagnetiche… Nokia ha dovuto impegnare parecchi comunicati stampa per smentire queste voci…

Queste “leggende metropolitane” fecero capire alle varie agenzie di pubblicità che screditare o promuovere alcuni prodotti in questo modo causava una variazione sostanziale nelle vendite, anche perché la notizia appena messa in circolazione sulla rete solitamente non veniva verificata (a causa dell’impossibilita tecnica), veniva divulgata attraverso il passaparola o altri mezzi di comunicazione (negli ultimi dieci anni soprattutto mail e sms) e spesso beneficiava dell’immaginazione collettiva di cui soffrono anche le “leggende metropolitane” (”conosco una persona che conosce qualcuno a cui è successo”.

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Per approfondimenti visitate www.leggendemetropolitane.net e siti come questo: http://oknotizie.alice.it/, che cercano di contrastare il fenomeno in modo originale. Il modo di fare marketing è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni, e il risultato è un mondo saturo di pubblicità ed informazioni poco attendibili che lascia, ormai, impassibile il consumatore…A seguito di questi fenomeni alcune società si sono cimentate in tecniche di “comunicazione non convenzionale” utilizzando tecniche di intelligence per ottenere il fine prefissato. Dalla home page di http://www.guerrigliamarketing.it/ leggiamo:

1. Guerriglia Marketing è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti

2. Guerriglia Marketing concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso la messa in scena di pseudo-eventi concepiti in integrazione all’immagine dell’azienda

3. Guerriglia Marketing sfrutta il bisogno di novità dei mezzi comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per promuovere idee, marchi o prodotti

4. Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di auto-replicarsi nelle menti dei consumatori

5. Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell’economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: la tua

Sinceramente apprezzo molto la creatività di queste agenzie ma qualcosa mi dice che questo potrebbe essere l’inizio di un fenomeno incontrollato che potrebbe portare a una “percezione virtuale” della realtà, che allo stesso diventerebbe ancora più facilmente manipolabile…

RISPOSTA DI BLACKSTORM

Hasta la pubblicità, siempre. C’è qualcosa di sottilmente inquietante nell’articolo di Mauro. Sono andato a vedere il link di Guerriglia Marketing proposto. In home page vengono proclamati i punti del “manifesto” di questa società, o quel che è. Anche con un certo orgoglio, se vogliamo. Bene, ora soffermiamoci un secondo sulla home page. Accanto al “manifesto” di cui sopra, campa una scritta, di un’arroganza unica: “Guerriglia marketing? fottere il mercato per entrarci”

Come dire… una dichiarazione alquanto dura. E che personalmente non mi piace nemmeno un po’. Passiamo poi ad esaminare il manifesto. Quello che inquieta seriamente è leggere queste due frasi:

Guerriglia Marketing programma e inocula nel sistema media virus memetici in grado di autoreplicarsi nelle menti dei consumatori

Programma e inocula? Virus memetici? Autoreplicarsi nelle menti? Qui siamo al delirio completo. Ma stiamo scherzando? La cara amica Wikipedia ci ricorda cosa è un virus in biologia e cosa fa:

Virus significa “farmaco” e “veleno”, parallelamente al greco pharmakon. È un termine latino che incorpora in sé il concetto di “forza (vir), ma vuole significare più che altro “forza negativa”.

E ancora:

Nelle cellule infettate i virus perdono la loro individualità strutturale: consistono negli acidi nucleici e nei loro prodotti che assumono il controllo di parte dell’attività biosintetica cellulare al fine di produrre nuovi virioni.In alternativa, alcuni virus possono inserire fisicamente il loro genoma in quello dell’ospite in modo che sia replicato insieme ad esso. Il genoma virale inserito in quello dell’ospite, detto provirus, riprende la sua individualità e produce nuovi virioni in caso di danneggiamento della cellula ospite.

E io mi dovrei fidare di gente che vuole farmi questo?

Forse sono paranoico io, ma essendo questa gente in grado di “inoculare virus memetici autoreplicanti”, chi mi assicura che invece di inocularmi solo pubblicità non facciano ricorso a tecniche un filo più sottili per “inoculare” anche opinioni a loro gradite?

Proseguendo nella lettura del manifesto di Guerriglia Marketing leggiamo la seconda frase che spaventa:

Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell’economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: la tua

Cioè, questi disintegrano, o si propongono di disintegrare la fiducia del consumatore nell’economia e al contempo di portarti ad aver fiducia in una impresa privata? Ma questo è terrorismo, altrochè. Un conto è promuovere un’impresa privata, altro conto è dissipare la fiducia nell’economia nel suo complesso. Ossia spingere verso un rifiuto di un sistema econonomico, che può anche avere tutte le falle del mondo, ma, per lo meno, funziona. A calci nel sedere, ma funziona. Un piccolo paradosso a margine: perchè io impresa privata devo andare a fidarmi di te impresa privata che agisci a livello psicologico sui miei consumatori? E che potenzialmente potresti portarli a fare qualsiasi cosa?

Come ultima nota, anche perchè credo di essermi dilungato fin troppo, vi invito a leggere il case study proposto attualmente nel sito… da rimanere senza parole.

Infine faccio mio lo stesso commento di Mauro:

qualcosa mi dice che questo potrebbe essere l’inizio di un fenomeno incontrollato che potrebbe portare a una “percezione virtuale” della realtà, che allo stesso diventerebbe ancora più facilmente manipolabile…

…e, aggiungo io, non solo la realtà, ma proprio le persone, potrebbero diventare più manipolabili.