Il Web 2.0 viene in soccorso persino dei maniaci degli alberi genealogici. Con Geni.com, lanciato nel gennaio dello scorso anno, è possibile ricostruire l’intera struttura di parentele attraverso un’interfaccia interattiva in stile nuovo web.
Per ogni parente possiamo inserire il grado di parentela, date di nascita (ed eventualmente di morte…) e il suo indirizzo mail. La persona in questione verrà automaticamente contattata e, se vorrà, potrà proseguire arricchendo il suo ramo di albero genealogico.

La gigantesca trama di relazioni che si andrà a definire, chiaramente, rimarrà privata e sarà visibile solo dagli appartenenti all’albero stesso.
La tradizione di ricostruire le proprie origini ( magari per arrivare a documentare qualche discendenza prestigiosa ) c’è sempre stata; la novità sta semplicemente nell’utilizzare la rete.

Abbiamo intervistato lo staff della startup Geni.com che all’inizio del marzo 2007, a soli due mesi dal lancio, è stata valutata 100 milioni di dollari di finanziamenti da Charles River Ventures.

Ma il successo di un’iniziativa del genere non ci sorprende. Cosa non farebbero gli americani per ricostruire le proprie radici?

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1) Qual è il bilancio del primo anno di attività? Vi aspettavate una reazione del pubblico di questa portata?

Geni è nata nel gennaio 2007 come un semplice strumento per creare e condividere alberi genealogici. Subito dopo il lancio abbiamo iniziato a comunicare con la nostra community attraverso il blog. L’obiettivo era dialogare con i nostri utenti e ascoltare le loro richieste.

In seguito abbiamo creato un forum per permettere ai nostri iscritti di comunicare fra di loro così come facevano con noi; molte delle idee che dopo sarebbero diventate parte integrante del servizio sono nate proprio su questo forum. Questo grazie a persone molto attive che certo non si fanno problemi a dirci quali sono i loro bisogni.

Ma non finisce qui. Oltre al blog e al forum, la community interagisce con il nostro team anche attraverso un wiki e, di persona, alle conferenze.

2) Avete recentemente introdotto i servizi Timeline e Family News, come pensate che Geni possa quindi evolversi?

L’intento originale era quello di creare un albero per ogni abitante del pianeta ma, mentre i nostri utenti collaboravano con le loro famiglie per descrivere i loro gradi di parentela su Geni, dissero di avere bisogno di funzioni addizionali come la possibilità di aggiungere foto o calendari.

L’interazione con i nostri utenti si mostra proprio nei servizi introdotti più di recente: Family News, Timeline e Events. Ognuna di queste funzionalità ha migliorato la comunicazione all’interno dei nuclei familiari iscritti a Geni.
Con queste nuove caratteristiche gli utenti che hanno parenti sparsi per tutto il mondo possono tenersi in contato e creare, ad esempio, album fotografici.

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3) Come è nata l’iniziativa Geni? Chi l’ha finanziata?

Il progetto è nato da ex-dirigenti e impiegati di società come PayPal, Yahoo! Groups, Ebay e Tribe ed è stato supportato da venture capital come Founders Fund and Charles River Ventures.

4) Siete davvero sicuri che il vostro servizio abbia una qualche utilità sociale?

Le famiglie sono il collante di ogni società. Geni è progettato per aiutare i nostri utenti a trovare e stare in contatto con gli altri membri della loro famiglia. Il nostro servizio è stato utilizzato per ritrovare parenti persi di vista, collegarsi a persone che non si vedevano da anni e rimanere in contatto, anche quotidianamente, con parenti dall’altra parte della terra.

Il feedback e le storie che riceviamo proprio dai nostri utenti ci motivano a continuare il lavoro di miglioramento del nostro prodotto. A vantaggio loro, naturalmente.