DI MARIO GOVONI

Un nuovo uso improprio

Chiunque legga queste note sa che cos’è YouTube, ma ne faccio lo stesso un breve ritratto, che non fa male. Dunque, si tratta di un popolarissimo sito che consente la condivisione di video tra i suoi utenti. Acquistato da Google nel 2006 per quasi due miliardi di dollari, vanta livelli di traffico assolutamente da record: prima dell’acquisizione risultava essere il quarto sito più visto, dopo Google, Yahoo, Msn. Al centro di mille polemiche, per aver pubblicato contenuti inappropriati, utilizzato da ragazzini armati di cellulare che vogliono immortalare le loro imprese più o meno nefande, sospettato di mille violazioni del diritto d’autore, citato da Mediaset in una causa milionaria, censurato in molti paesi del mondo, credo sia uno degli argomenti preferiti da blogger e netizen di tutto il web.

Da giugno di quest’anno è disponibile, per gli uploader, un nuovo servizio: la possibilità di inserire nel video note, fumetti, bottoni, ai quali sono associati collegamenti ad altri siti o ad altri filmati. Come si fa? Nulla di più semplice, basta avere un filmato da pubblicare e leggersi la pagina delle istruzioni, dove è spiegato chiaramente tutto il procedimento. Si può, così, aggiungere interattività ai filmati che pubblichiamo su YouTube.

Qualcuno si è chiesto come poter sfruttare in maniera originale questa possibilità offerta da YouTube: gli appassionati di bird watching possono identificare gli uccellini che hanno filmato nella loro ultima battuta di caccia fotografica, si possono inserire sottotitoli in un filmato e così via, chi più ne ha più ne metta. Poi qualche bello spirito è stato folgorato sulla via di Damasco: perché non sfruttare le annotazioni e la possibilità di collegare altri filmati per realizzare dei videogame? Una specie di Dungeon and Dragons o di libro game, dove le azioni del protagonista influenzano, secondo un rigido schema di regole che prevede ogni possibile sviluppo, lo svolgimento della storia. Il meccanismo è semplice: si parte con un filmato al termine del quale lo spettatore può, cliccando su un pulsante che appare sullo schermo, scegliere come continuare. Il clic del mouse provoca l’apertura di un altro filmato che presenta un altro spezzone di storia, al termine del quale si deve fare una nuova scelta e così via, fino al raggiungimento di un obiettivo, alla morte del protagonista o al passaggio a un livello di difficoltà superiore.

Uno dei primi giochi di questo tipo, piuttosto rudimentale, è «A cars life», realizzato da Hexolabs, ma è possibile anche trovare di meglio: il canadese Patrick Boivin ha ripreso il lavoro del nostro Osvaldo Cavandoli che, negli anni Settanta, aveva realizzato una serie di spot animati, nei quali un personaggio, una linea perennemente borbottante, con le sue avventure e disavventure pubblicizzava una pentola a pressione. In un altro video, molto più semplice, un improbabile prestigiatore indovina quali carte non abbiamo scelto e, meraviglia delle meraviglie, non sbaglia mai.

Si passa poi a realizzazioni sicuramente più elaborate, come Cory Williams, che cerca il suo gattino Sparta nelle diverse stanza del suo appartamento: le scelte possibili sono 64 … buon divertimento. Lo spagnolo Victor Losa ha realizzato quello che, allo stato dell’arte, è secondo me il prodotto più complesso, quello che esplora più in profondità le possibilità del mezzo. Nelle sue «Tube Adventures» Eusebio, il protagonista, esce di casa per andare a comprare il pane. Immediatamente gli cade in testa un vaso e gli provoca un’amnesia e quindi il nostro eroe dimentica dove si trova la panetteria: segue una serie di avventure che, tra incontri e rischi, lo porterà alla meta. Un consiglio: attenzione ad attraversare la strada.

Dalle pagine dei diversi video, poi, è possibile raggiungerne altri, ma il piacere dell’esplorazione lo lascio al lettore.___

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