DI JOHN MADERO

Questo testo è tratto dall’intervento “E se una volta ogni tanto imparassimo dai giovani?” del convegno QuiFree organizzato da Flavia Marzano al Festival della Creatività 2007 di Firenze. L’obiettivo è spiegare con semplicità il nuovo web ai giovani.

A Londra, la mattina del 7 luglio 2005 alle 8.50, su una metropolitana vicino alla stazione di Liverpool Street scoppia la prima di una serie di tre bombe. Come era successo per New York e Madrid, è il delirio. I media si rincorrono per raccontare gli attentati terroristici con le poche notizie di cui sono in possesso. La rete telefonica raggiunge la saturazione.

Dopo neanche mezzora viene creata un’apposita pagina su Wikipedia e decine e decine di volontari iniziano autonomamente a raccogliere dati su quello che stava succedendo. Alle 15, quando l’America si sveglia, sono già state effettuate 1500 modifiche alla voce di Wikipedia, per un totale di più di dieci pagine di documenti.



Grazie ad una collaborazione decentralizzata di persone che neanche si conoscono, si è partorito a costo zero del materiale molto più completo di qualsiasi servizio di telegiornale o articolo prodotto da professionisti.

Il nuovo web. Gli utenti interagiscono e intervengono direttamente sui contenuti.

Oltre al fattore del lavoro collaborativo, quello che è interessante analizzare è che in questa storia internet non è stato utilizzato come mezzo di comunicazione unidirezionale, ma piuttosto come una piattaforma dove più persone persone si ritrovano anche per dare, e non più solo per ricevere, contenuti ed informazioni.

Il nuovo web. Internet diventa una piattaforma per collaborare insieme in tempo reale.

Banalizzando, una testimonianza del vecchio web è Encarta, l’enciclopedia online scritta da una redazione qualificata utilizzata fino a pochi anni fa da noi studenti per scaricare ricerche da presentare al professore il giorno dopo. Adesso, invece, quando un docente chiede una ricerca, presentiamo una pagina di Wikipedia che, notate bene, non è scritta da un dotto storiografo pagato dall’Istituto De Agostini ma piuttosto da decine e decine di sconosciuti, magari anche studenti della nostra stessa età.

Non c’è da spaventarsi. In realtà molti di voi applicano questa teoria del nuovo web quotidianamente, anche se magari non scrivendo su Wikipedia. Quanti di voi hanno un blog o delle foto nello space di MSN? Beh, qualcuno per forza le deve avere: pensate che in Agosto, un mese in cui poche persone trascorrono le loro giornate davanti al pc, Windows Live Spaces ha ricevuto, a livello mondiale, più di 27 milioni di visite.

Di cosa parlano i ragazzi di tutto il mondo in questi blog? Secondo una ricerca della Northwestern University, il 71% inserisce commenti scolastici, più della metà parla di musica o pubblica poesie, sempre la metà racconta di storie d’amore o infatuazioni e addirittura il 9% usa il proprio spazio online per fare outing rivelando la propria omosessualità.

Questa partecipazione di massa alla pubblicazione di articoli, foto o semplici testi su siti personali, blog o portali collettivi ha messo in crisi il mondo del giornalismo professionale. Adesso, soprattutto all’estero, si sta instaurando tra i due mondi un rapporto vantaggioso per ambo le parti, ma in un primo tempo questa folla di blogger e compilatori di Wikipedia veniva erroneamente etichettata come gruppo di comunisti di nuova generazione.

Il nuovo web. I contenuti della rete sono il prodotto dell’intelligenza delle masse. Con relativi pro e contro.

Un altro esempio, sul sito Kijiji vengono pubblicati solo in Italia più di 100.000 annunci al mese. Chiunque può registrarsi e lasciare un suo annuncio sperando che, come poi effettivamente succede, qualcuno lo legga e si metta in contatto con lui. E vi assicuro che si può trovare davvero di tutto: da “Prenatal: vendo tappetino musicale ideale per le prime esplorazioni fuori dal lettino.” a “vendo 8 tamburi di origini brasiliana prezzo 200€ ciascuno”.

Cosa c’entra la modifica di una pagina di Wikipedia con la pubblicazione di questi annunci? Beh, entrambi gli esempi fanno parte di questo nuovo approcio al Web perchè la persona che scrive lo fa consapevole della massa critica di tutti gli internettiani che leggeranno il suo messaggio. In tutti e due i siti, più sono le persone che partecipano, migliore sarà il servizio finale.

Il nuovo web. Più siamo, meglio è. Con l’aumentare della massa critica degli utenti, aumenta la qualità del servizio.


Le tendenze del nuovo web, chiamato Web 2.0, per quello che abbiamo detto fino ad adesso, farebbero pensare esclusivamente ad una rivoluzione concettuale o comunque di cambiamento di approcio al mezzo, ma in realtà (inevitabilmente), anche l’aspetto tecnico ha la sua importanza. Per avere un’idea di quello che sto dicendo, è sufficiente che abbiate utilizzato almeno una volta Google Maps o Google Mail.

Il nuovo web. Novità tecniche: la diffusione di tecnologie come AJAX.