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Archive for May, 2010

Monday
May 24,2010

Questo mini howto è ironico … ma un fondo di utilità e verità ce l’ha: consente di stanare i super consulenti web a corto di idee … ;-)

Chi di noi ha vissuto l’era della Bolla delle DotCom, quel periodo tra il 1999 e il 2001 che ha portato ad una bolla speculativa e ad un mini crack borsistico (se paragonato a quello attuale) – si ricorderà dell’affascinante quanto incomprensibile linguaggio super High Tech con cui venivano realizzati preventivi a nove zeri, lunghissime presentazioni e sagaci quanto incomprensibili libri e interviste infarcite di frasi totalmente inutili e prive di senso.

Ora però esiste lo strumento per stanare tutte quelle persone che, ancora adesso nell’era dei Social Media, si autocompiacciono delle loro autoreferenziali infiorescenze high tech come ai “bei tempi” (si fa per dire) dell’era delle DotCom e lo fanno quando sono a corto di argomenti. Ecco:

Phibbi: il generatore di str..te per la Web Economy.

Si tratta di un divertente strumento che ho scoperto leggendo questo post del blog Marketing Park, che consente di “condire presentazioni in PowerPoint” con utilissime infiorescenze web oriented, New Media oriented, ed anche Politically oriented nel momento in cui bisogna farcire le pagine con qualcosa di inutile.

Ecco la procedura:



Tuesday
May 11,2010

Vi segnalo alcune delle discussioni a cui prenderò parte in questi giorni perché in tutte è centrale il tema della formazione libera online, e quindi il lavoro che stiamo facendo con Oilproject e Shannon.

Oggi alle 17.30 parteciperò al Festival delle Libertà Digitali alla Triennale di Milano, organizzato dalla Wikimedia Foundation. La tavola rotonda si intitola Open&Crowd – le marce in più. Di cosa si parlerà? “Un incontro per parlare della rivoluzione in rete: le persone. Un confronto con aziende e associazioni che hanno trovato successo nella rete grazie alla forza delle loro idee e all’aiuto degli internauti” – sintetizzano gli organizzatori.

Oggi alle 21 – nel contesto dei corsi di divulgazione “Avviso ai naviganti” organizzati dalla Biblioteca Civica di Cologno Monzese (magari anche le biblioteche delle grandi città come Milano avessero le risorse per organizzare cose del genere!) – farò una specie di lezione dal titolo Dietro il fenomeno dei social network. Esiste davvero la “saggezza delle folle”? Gli elementi del calderone sono (in rigoroso disordine): Evgeny Morozov (faremo una contro-argomentazione collettiva delle sue teorie :D ), Gustave Le Bon, Liquida.it, Emanuele Severino, James Surowiecki (visto il titolo, era d’obbligo), Oilproject, Luca De Biase, Internet4Peace, Jaron Lanier. E questo è solo quello che mi viene in mente adesso… Insomma, una vera minestra. Vi farò avere le slide!

Domenica 16 maggio alle ore 11.00 presso lo stand della Regione Piemonte (pad.5) del Salone Internazionale del Libro di Torino, partecipo a:



Sunday
May 9,2010

DI MARIO GOVONI

Scartabellando tra la corrispondenza ho ritrovato una lettera che mi è arrivata un paio d’anni fa e che ho già pubblicato su un mio blog. Perché la ripropongo qui? Perché è la storia della mia generazione, vista da dentro, amara e un po’ disperata. La ripropongo perché in questi anni di egoismo dilagante, di politica intesa come mestiere che dà laute prebende e non come servizio alla comunità, forse vale la pena di ricordare quelli che furono i sogni e le speranze di anni passati, scontratisi con il cinismo della storia.
Quasi due secoli fa, Giuseppe Gioacchino Belli scriveva:

Qua, chi ha, è; e chi nun ha, Pasquale,
ar monno d’oggidì manco se guarda.

Forse il sor Gioacchino aveva il dono della predizione, perché la mia impressione è che oggi la situazione non sia tanto cambiata.
Torniamo alla lettera: è firmata da Pourquoipas, uno pseudonimo che nasconde forse un amico fraterno o, forse, è soltanto un mio alter ego. Quello che posso raccontare è l’origine del nome: Pourquoipas (“Perché no?” in italiano) era il nome della nave con la quale l’esploratore francese Jean-Baptiste Charcot percorreva il Mar Glaciale Artico e l’Atlantico settentrionale. “Perché no?” è la risposta che un curioso può dare a chi gli chiede perché fa o si interessa di certe cose. Perché non farlo? Perché non andare a vedere cosa c’è oltre quella montagna, quel mare, quel deserto?
È la domanda che si pone costantemente Ulisse, perennemente alle prese con la sua fame di conoscenza; è una domanda rischiosa, non sempre dà la risposta attesa: Charcot e l’ultima Pourquoipas scomparvero al largo dell’Islanda nel 1936, Ulisse al di là delle Colonne d’Ercole, come racconta Dante.
Leggiamo questa lettera, questo manifesto di una generazione fregata dalla Storia:

“Caro Mario,



Saturday
May 8,2010

Eugenio Scalfari – in un’intervista – racconta il suo “Per l’alto mare aperto”, uscito da poco per Einaudi. Si parla, sostanzialmente, del ciclo di vita della modernità, che Scalfari inquadra da Montaigne a Nietzsche.



Wednesday
May 5,2010

La questione più significativa del polverone Pasolini-Petrolio l’ho trovata in un articolo di Marco Belpoliti su Nazione Indiana:

L’articolo di Carla Benedetti in realtà funziona come un sintomo, a sua volta veritiero, di un problema rimosso. Lo dice con evidenza la chiusa stessa del pezzo apparso su “L’espresso”, là dove la Benedetti scrive in tono sublime: “Non ci sarà pace finché il mondo resterà così fuori dai suoi cardini, con i colpevoli impuniti e le storie letterarie che raccontano di Pasolini ucciso mentre tentava di violentare un ragazzo”. La vera omissione è proprio quella: non accettare il contesto e la situazione in cui Pasolini si è trovato. Non accettare la sua omosessualità, la sua attrazione non per il mondo gay – parola che il poeta rifiutava, come si evince da due saggi compresi in Scritti corsari –, ma per i ragazzi eterosessuali, per qualcosa che oggi si chiamerebbe pederastia, su cui con la sua solita intelligenza e ironia Alberto Arbasino si è più volte soffermato. Questo è il vero problema su cui nessuno, o quasi, si misura, questo lo scandalo, nel senso evangelico della parola: pietra d’inciampo. L’omosessualità rimossa di Pasolini è trattata come una sorta di vizietto, un elemento su cui sorvolare, mentre costituisce la radice vera della sua lettura della società italiana, l’elemento estetico su cui egli ha fondato la critica della società dei consumi. Le lucciole, scomparse per via dell’inquinamento di fiumi e rogge non sono solo la metafora della modernizzazione senza sviluppo denunciata da Pasolini, ma anche della scomparsa dei ragazzi eterosessuali disposti all’incontro sessuale con lui. Le lucciole sono i ragazzi stessi.



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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