L’amico ANDREA BICHIRI presenta e analizza Zooppa, un progetto italiano per lo sviluppo collettivo, attraverso un social network, di spot pubblicitari. Lo spot scelto viene poi premiato economicamente. A rispondergli c’è ENRICO GIUBERTONI di Shannon, che mette in evidenzia le differenze tra i prodotti di Zooppa (spot virali) e campagne pubblicitarie di altro genere. Buona lettura!
User generated Advertising. Zooppa collabora con diverse aziende nazionali e internazionali, interessate a sponsorizzare i loro marchi attraverso le gare che periodicamente vengono organizzate sul sito. A seconda delle indicazioni fornite dalle aziende committenti, gli utenti sono invitati a creare pubblicità per marchi o prodotti delle aziende in questione. Gli utenti registrati possono partecipare con diversi tipi di contributi: scrivere un’idea o una breve sceneggiatura per una potenziale pubblicità, realizzare delle pagine grafiche con il logo dell’azienda e un pay off, produrre un’animazione o girare un video vero e proprio.

Giovedì scorso RTSI, la radio pubblica della Svizzera italiana ha intervistato Marco De Rossi, blogger di Shannon.it e autore del post appena pubblicato Due parole alla stampa italiana che scrive di tecnologia.
L’argomento è il fenomeno dei social network. La spiegazione, essendo il media generalista, è molto semplice e accessibile a tutti.
Se invece non ne sapete molto, ascoltate i primi 11 minuti di questo file: http://podcast.rtsi.ch/ReteTre/Baobab/061108_MULTI_SOCIALNETWORK.mp3
DI JOHN MADERO
Una buona parte della stampa italiana sembra voler giocare a fare Dio, divertendosi a creare, far crescere e poi distruggere fenomeni mediateci legati ad Internet.
Prima, quando già usavamo Wikipedia da anni, ci hanno coperto di reportage sulla libera enciclopedia più grande del pianeta (e c’era un ma: non garantiva la qualità delle proprie voci perchè modificabili da chiunque), poi, cavalcando il successo di BeppeGrillo.it, hanno per mesi parlato del fenomeno “blog” (e c’era un ma: i blog erano troppi, confusi e anarchici, Beppe Grillo invece era apolitico e puzzava). Poi stop. Basta.
L’estate del 2007 - si sa, d’estate c’è poco da scrivere - ci hanno riempito la testa con approfondimenti su Second Life. Decine di paginone sui maggiori quotidiani nazionali parlando di un mondo virtuale che, sostanzialmente, aveva parecchi milioni di iscritti ma soltanto 40.000 persone connesse contemporaneamente. E ovviamente c’era un ma: la seconda vita avrebbe rischiato di prevalere sulla prima allontanando la vittima dal mondo vero (i sociologi tornano sempre utili, soprattutto d’estate). Poi la bolla Second Life è scoppiata e tutti hanno smesso di parlarne.
DI MAURO RUBIN
Ubiquity, esperimenti per un nuovo web in casa Mozilla.
Mozilla Labs ha creato un nuovo e utile plugin per Firefox 3.0 (non compatibile con la versione 2.0)
Questo software permette di utilizzare una console grafica per richiamare dei comandi predefiniti che permettono di accedere a diversi servizi (Google, Wikipedia etc…) in modo rapido e innovativo. La parte forte del plugin non sono i comandi base, ma la possibilità di creare delle funzioni custom per accedere nel medesimo modo ad applicazioni standalone e qualsiasi fonte dati sul web (siti, mappe, webcam, blog, rss, per citarne alcuni).

È inoltre possibile divulgare il proprio codice con dei semplici rss. In sostanza Mozilla Labs offre uno strumento per cambiare notevolmente l’interazione con il web, fondendo in modo originale applicazioni installate sul proprio pc e servizi web, come già sta facendo il trend considerato “cool” del Web 2.0.
Ho deciso anche io di provare Ubiquity per capirci qualcosa di più.
