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Archive for September, 2008

Tuesday
Sep 30,2008

DI BLACKSTORM

È da poco tempo disponibile la beta pubblica di un interessante motore di ricerca, Searchme. Beh, considerato che esistono un sacco di motori di ricerca in giro, quale dovrebbe essere la marcia in più di Searchme? Presto detto: il fatto che sia un motore di ricerca visuale. Ovvero, i risultati visualizzati sono direttamente le anteprime delle pagine, non solo il link alla pagina.

Ovviamente come è lecito aspettarsi, nella sezione video, i video possono essere visti direttamente senza accedere al sito in quesitone. Comodo, no?

Ancora, ha una funzionalità che lo rende un’alternativa almeno interessante al più blasonato Google, ed è la memorizzazione degli stack. Uno stack, per Searchme, non è altro che una raccolta dei link che interessano, raccolti sotto un’unica categoria, ed è possibile avere diversi stack per ogni ricerca che vogliamo fare. Il meccanismo è semplice e intuitivo, basato sul classico drag&drop, e inoltre c’è un rapido ed esaustivo tutorial in proposito, molto ben fatto. La cosa fondamentale, però, è che gli stack rimangono nella memoria del proprio pc, a patto di non cancellare la cache del flash player, dal momento che le impostazioni vengono memorizzate lì.



Wednesday
Sep 24,2008

DI ENRICO GIUBERTONI

Google ha recentemente arricchito il suo filone di strumenti per la misurazione degli andamenti (trends) dando vita a Google Insights for Search.

Google Insights for Search consente di effettuare ricerche ed analisi di mercato finalizzate all’impostazione e al controllo di strategie di marketing. Google Insights for Search consente di ricercare parole chiave fornendo i seguenti risultati:

  1. L’andamento della parola chiave: ovvero il numero di volte nel corso del tempo nel quale la parola chiave è stata ricercata.

  2. Le parole chiave correlate

  3. Le zone geografiche nelle quali la parola chiave è stata ricercata.

Per maggiori informazioni su Google Insights for Search consiglio questa pratica guida dal blog TagliaBlog.

Google Insights for Search è uno dei rari strumenti di Social Culture totalmente universale: Google Insights for Search consente infatti alle imprese di avere uno strumento di analisi fondamentale nell’impostazione di strategie di marketing, siano esse on line, oppure siano esse di marketing tradizionale: Google Insights for Search misura dei Trends, ovvero degli andamenti sia in senso temporale (quanto una parola chiave o un termine viene cercato nel tempo), sia in senso spaziale (da quale parte del territorio viene ricercata una parola chiave).

Ho provato personalmente questo strumento appena nato e sicuramente vi è – come è normale – ancora la presenza di bug e di migliorie. Ma nonostante ciò, Google Insights for Search, consente tuttavia di effettuare ricerche con risultati sorprendenti.



Tuesday
Sep 23,2008

Leggere tutto quello che la Rete italiana produce è improponibile. Fiumi di parole scritte e condivise da decine di migliaia di utenti ogni ora: i famosi user generated content su cui si basa l’intera filosofia dell’Internet sociale. Per la maggior parte si tratta di contenuti personali. Ma se anche solo il 2% di quel fiume di parole avesse rilevanza (e cioè potesse interessare ad una nicchia), avete una vaga idea di quanti articoli, pensieri, storie, immagini e video ci stiamo perdendo ogni istante? Quanti post di qualità stanno scorrendo via proprio mentre leggete queste righe?

La solita questione della quantità/qualità su Internet direte voi. Questa volta, però, sembrano esserci buone notizie. Il gruppo Banzai, quarto nel Belpaese per volume di traffico gestito online, ha lanciato il mese scorso Liquida.it, un progetto ambizioso che non solo vuole far emergere dal mare magnum della blogosfera i contenuti migliori, ma vuole anche aiutare gli utenti meno esperti ad usufruire dell’universo degli user generated content.

Insomma, un investitore italiano che ha deciso di provare a risolvere il problema. E già questo è un miracolo.
Vediamo nel dettaglio cosa offre Liquida. Nei prossimi giorni pubblicheremo le opinioni, positive e non, dei bloggers di Shannon.it



Sunday
Sep 21,2008

DI JOHN MADERO

In un capoluogo di provincia del Meridione avere un MacBook che funzioni con delle prestazioni accettabili può essere davvero un’impresa. L’unico rivenditore autorizzato Apple della città, infatti, installa sui computer dei suoi clienti software proprietari per fare qualsiasi cosa, dal comune Microsoft Office fino a software per professionisti come Adobe Macromedia Flash e Dreamweaver, Adobe Photoshop e Illustrator e, incredibile, addirittura Final Cut Pro, il costosissimo programma di editing video di Apple utilizzato, ad esempio, per il montaggio finale della nuova trilogia di Star Wars.

Tutto questo senza nemmeno consultare il cliente, che nella stragrande maggioranza dei casi neanche conosce i programmi in questione e si ritrova quindi con un portatile della Mela consumer (bianco o nero che sia) completamente saturo. Incredibile pensare che tutto questo succeda in un rivenditore autorizzato che, in teoria, questi software li dovrebbe vendere.

Sicuramente fatti analoghi sono all’ordine del giorno in molte altre città, e non certo solo al Sud, ma l’abitudine di vendere un computer da 1000 euro e di regalarci illegalmente applicativi per il valore di 10000 euro ha forti radici nella cultura informatica e del copyright sia dei negozianti, sia soprattutto della clientela.

“Già ho comprato il computer, che vuoi, che paghi anche i programmi? Ma siamo pazzi?” mi racconta l’amico S. che ha acquistato là il suo MacBook e che, sotto l’ombrellone in spiaggia, mi chiede che cosa sia questo Final Cut Pro che si è trovato sul gioiellino nuovo.



Thursday
Sep 11,2008

Se passate le vostre giornate su Facebook e vi occupate di web application, potreste essere interessati a sapere come funziona l’infrastruttura di quello che ormai è il primo social network per volumi di traffico.

Facebook ha tre datacenter, due sulla west coast (San Francisco, Santa Clara) e uno sulla east (Northern Virginia). I server utilizzati sono x86, e il software utilizzato è opensource.

Il datacenter principale è quello di Santa Clara, dove ha sede la società. Il livello più alto, quello web, è costituito da applicazioni scritte in Php.
Il cuore del sistema invece è scritto in C++, Java, Python e Ruby.

Come viene spiegato qui, la società ha creato adhoc Thrift, un framework che permette ad applicazioni scritte in linguaggi diversi di interagire a vantaggio dell’intero sistema.



Tuesday
Sep 9,2008

DI NELLO COPPETO (NeCoSi)

Riassunto delle puntate precedenti

Durante la giornata in cui è stato rilasciato il browser Google Chrome
, sul sito GeekPlace.org ho pubblicato un articolo molto strano intitolato Google Chrome Download che parlava circa una storia di dubbio gusto e che nulla centrava con il vero Google Chrome. Moltissime persone erano in attesa di poter provare il nuovo browser e per questo ricercavano agitati in tutto il web manco fosse una caccia al tesoro. La pagina in questione ha registrato in brevissimo tempo più di 1000 visite e alcuni commenti di spiccata perspicacia. Nel post successivo ho provato a spiegare cosa stava succedendo, ma ovviamente le persone interessate ad approfondire si sono dimostrate essere solo 1/10 di quelle iniziali.

Seo

Il problema è nato quando ho cercato di trovare un metodo per poter ingannare Google. Ingannare Google per i meno perspicaci significa reindirizzare grandi quantità di utenti sui propri siti, su cui magari è presente tanta pubblicità con cui poter guadagnare molti soldi, per poi spenderli come ci rende più felici. :)

La mia intenzione era quella di creare pagine ad hoc per i motori di ricerca, disinteressandomi completamente dei contenuti. In una prima fase di sviluppo ho pensato subito ad un tool che creasse documenti di testo usando parole prese a caso da una lista di parole generica. Poi ad ogni tot parole casuali avrei potuto inserire le parole chiavi che mi interessava far indicizzare. E fin qui tutto era molto semplice e banale. Poi ho pensato al risultato che sarebbe stato qualcosa di simile: “cerca contro necosi un corrente sempre andare è sbattere realtà pazzo muso il poter di la il per”



Sunday
Sep 7,2008

Come è regola per il primo numero dell’Economist dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre, questa settimana trovate in edicola, insieme al prestigioso settimanale britannico, Technology Quarterly.

Si tratta di un fascicoletto di trenta pagina dedicato alla tecnologia. Se non riuscite a comprare la versione cartacea, potete consultare la pubblicazione anche online.

Questi gli articoli che la redazione di Shannon ha trovato più interessanti:

- The meek shall inherit the web

Un interessante punto della situazione sulla penetrazione di Internet e dei suoi servizi a livello mondiale. Protagonisti i dispositivi mobile e i paesi in via di sviluppo. Da leggere.

- Liquid logic

Frontiere del raffreddamento liquido.

- The computer says no

Cosa succede quando vengono applicati sistemi di intelligenza artificiale per analizzare immagini e tecniche di pittura. Gli esperimenti su alcune opere di Van Gogh.

- The car of the perpetual future

Ci stanno sbandierando le auto ad idrogeno da più di dieci anni. In questo articolo si fa il punto della situazione e si cerca di capire quali sono gli ostacoli che impediscono la diffusione capillare di questa tecnologia.

- Touching the future

Il futuro è touch-screen. Una panoramica delle possibilità attuali e delle soluzioni hardware e software che, tra pochi mesi, avremo sotto gli occhi.



Friday
Sep 5,2008

DI MARIO GOVONI

Preceduto da un album a fumetti, da innumerevoli articoli di annuncio, da rulli di tamburi e da tappeti rossi, l’altra sera, verso le nove ora locale, è arrivato Google Chrome, il browser di Mountain View, la nuova frontiera della navigazione sul web.

In quel momento, solennizzato da un filmato di presentazione, milioni di cittadini della Rete si scagliavano, come voraci locuste, sul pulsante che permetteva il download dell’ultimo nato di casa Google e aveva origine un sabba mediatico che, a circa 36 ore di distanza, aveva generato sul Web centinaia di migliaia di pagine di recensioni, commenti e critiche.

Con ritardo dovuto al mio essere aristocratico nell’intimo e al non volermi mescolare alla massa, ho provveduto anch’io all’operazione e ho installato Google Chrome su una macchina virtuale XP e su Windows Vista (l’azienda di Page e Brin, infatti, ha per il momento rilasciato solo la versione per Windows e io uso, di preferenza, Linux) e mi accingo a scrivere le mie prime, personalissime opinioni.

Innanzitutto non mi si racconti che Google Chrome è solo un browser: è, soprattutto un fenomeno mediatico, un oggetto di culto che, se fosse stato distribuito nei negozi, avrebbe dato origine a file di utenti in trepida attesa, esattamente come successo, poco tempo fa, in occasione del lancio dell’ultima versione dell’IPhone.



Wednesday
Sep 3,2008

Su Google Maps tutte le vie italiane con “Vico” sono state sostituite dal più formale “Vicolo”.

A pagarne le spese è Giambattista Vico, il celebre filosofo e storico napoletano morto più di 250 anni fa.

E se ad esempio a Milano dovete cercare quella via (dietro Sant’Ambrogio, in zona via Olona), non la troverete. Al suo posto, il servizio di Google, segnala “Via Giambattista Vicolo”.

L’errore (non proprio “marginale”) sussiste da molti mesi. E nessuno si è ancora preso la briga di risolverlo.



Tuesday
Sep 2,2008

a cura di John Madero

1) A New York più del 50% dei partecipanti è di sesso femminile. Se siete fortunati, troverete giovani PR Microsoft di 23 anni.

2) Incredibile. Oltreoceano, ai barcamp, la gente ha l’abitudine di ascoltare i talk degli altri partecipanti. E non parlo solo di poche persone…è una tendenza davvero diffusa! Insomma, nessuno imboscato nell’area rinfreschi ad aspettare solamente il proprio turno.

3) Si parla inglese, non italiano.

4) A New York i barcamp e le conferenze sono frequentati da veri venture capitalist, veramente interessati ad investire veri soldi in veri progetti che reputano validi. Non sono una leggenda come in Italia, in cui al massimo se ne sente parlare: oltreoceano si possono incontrare VC che si muovono con le loro gambe. E sono anche parecchi. Potete addirittura rivolgere loro la parola e intavolare una conversazione. Se avete un buon business plan, potrebbe essere fatta.

5) Se non vi piace il caffè americano, non provate quello che servono nei servizi di catering. E non dite che non vi avevano avvisato!



Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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