DI MARIO GOVONI
Strano titolo per un articolo di Shannon, vero? Tra pochi minuti si chiarirà questa bizzarria.
Riassunto delle puntate precedenti … all’estero fino all’undici di agosto, al mio rientro sono ripartito per Paestum, ridente località archeologico-balneare sulle coste del Cilento. Verso Ferragosto ho pensato di scaricare una distribuzione Linux per testarla su macchina virtuale. Per risparmiare un po’ di tempo, mi sono collegato a ThePirateBay per cercare il file torrent che mi interessava e, con grande disappunto ho scoperto che la baia pirata era stata oscurata su richiesta del PM di Bergamo.
Strano oscuramento: non una pagina che avvisasse che il sito era sottoposto a sequestro, non un’indicazione … nulla … solo Firefox che, ostinatamente, mi informava che ThePirateBay era irraggiungibile.
Cerco un po’ sulla rete e, tra le varie fonti, trovo pure un articolo di Repubblica nel quale Enzo Mazza, presidente della Federazione Industria Musicale Italiana, di fronte al prevedibile scompiglio creatosi per la chiusura della baia pirata e al timore di illegittime schedature, dichiara (e il virgolettato è tratto dal citato quotidiano): “Ci sembra fuori dal mondo questa difesa dei ladri”.
Non voglio discutere su ragioni e torti di discografici e cosiddetti pirati, non è questa la sede e, sul web, c’è già stato chi lo ha fatto sicuramente meglio di me. Voglio però fare due considerazioni piccole piccole, da povero ragazzo di campagna quale, in fondo, io sono …v

L’Ipod Video è ormai in commercio da anni, ma le richieste d’aiuto su come convertire i propri video nel formato corretto per questo dispositivo sono ancora moltissime.
Dopo qualche test, vi presentiamo il modo più comodo per farlo utilizzando il sistema operativo Windows. Nelle prossime settimane, vedremo come effettuare la stessa operazione con Linux.
Il programma che abbiamo scelto è Free iPod video converter, che permette di importare file FLV (il formato di YouTube), divx, xvid, mpg, mp4, dvd, vob, avi, wmv e asf. Insomma, tutto quello che vi potrebbe venire in mente.
Il video che proveremo a convertire è The Rocky Horror Picture Show in formato AVI.

Breve
Sembra che negli ultimi giorni stiano girando centinaia di migliaia di messaggi spam analoghi ai seguenti, scritti con un pessimo italiano e con un contenuto che sfida il buon senso.
Notate il “La saluto” iniziale.
Soggetto: “Quale studente ha carta Visa d’oro con credito di 50 mila? Il nostro studente lo ha!”
DI JASON PONTIN
Questo articolo è tratto dal numero di agosto di Technology Review, una pubblicazione del Massachusetts Institute of Technology. La traduzione è a cura dello staff di Shannon.
Ne so abbastanza di Web bubbles.
Dal 1996 al 2002 sono stato caporedattore di Red Herring, la rivista che il Wall Street Journal ha soprannominato “la Bibbia del Boom”.
Abbiamo descritto le startup della prima bolla, spiegato le loro innovazioni e raccontato la loro straordinaria capacità di creare ricchezza - la nostra moderata stenografia per le fortune che i loro investitori e i loro dipendenti hanno fatto in un mercato azionario di pura speculazione.
Mentre pubblicavamo severi avvertimenti su questa euforia finanziaria, in realtà ne ricavavamo profitto anche noi. A metà del 2000 avevamo 500.000 lettori entusiasti. Ogni mese andavano in stampa due numeri di almeno 600 pagine, i cui editoriali erano scritti da giornalisti lautamente pagati provenienti da Forbes o dallo stesso Journal e i cui spazi pubblicitari erano acquistati da startup ansiose di annunciare la loro esistenza, commercianti che fremevano per vendere i loro prodotti e servizi e banche ansiose di vantarsi delle pubbliche offerte che avevano sottoscritto.

Ormai sta diventando uno sport olimpionico.
Questa volta è il turno della sezione dedicata al Mezzogiorno di Corriere.it, che sbaglia la cifra sborsata da Google per YouTube di almeno 37 volte.
Nel capoverso “Paperone” l’euforico Biagio Coscia scrive che YouTube, “il sito forse più cliccato al mondo”, sarebbe stato acquistato per 60 miliardi di dollari, invece del miliardo e mezzo che effettivamente Google ha pagato (con azioni proprie).

Segnaliamo inoltre al giornalista che sono disponibili statistiche con i dettagli di quali (e di quanto) siano i siti “più cliccati” in Rete.
1) Culture: Sense of Place
2) Integration: No community is an island
3) Participation: You are what you have to say
4) Trust (Transparency / Authenticity): Give up the control you don’t have
5) Leadership: Lead, Empower, Listen, Follow
Un’ermetica slide tratta dall’intervento di Jay Bryant al SocialMediaCamp di New York (7 agosto).
Il dono della sintesi…
DI JOHN MADERO
Questo testo è tratto dall’intervento “E se una volta ogni tanto imparassimo dai giovani?” del convegno QuiFree organizzato da Flavia Marzano al Festival della Creatività 2007 di Firenze. L’obiettivo è spiegare con semplicità il nuovo web ai giovani.
A Londra, la mattina del 7 luglio 2005 alle 8.50, su una metropolitana vicino alla stazione di Liverpool Street scoppia la prima di una serie di tre bombe. Come era successo per New York e Madrid, è il delirio. I media si rincorrono per raccontare gli attentati terroristici con le poche notizie di cui sono in possesso. La rete telefonica raggiunge la saturazione.
Dopo neanche mezzora viene creata un’apposita pagina su Wikipedia e decine e decine di volontari iniziano autonomamente a raccogliere dati su quello che stava succedendo. Alle 15, quando l’America si sveglia, sono già state effettuate 1500 modifiche alla voce di Wikipedia, per un totale di più di dieci pagine di documenti.

