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Archive for July, 2008

Thursday
Jul 31,2008

DI ENRICO GIUBERTONI

The Filter è un client-based recommendation engine, ovvero una risorsa che filtra i principali siti di entertainment selezionando i contenuti che si avvicinano ai gusti degli utenti registrati.

Il servizio oltre alle funzioni proprie dei client-based recommendation engine - è in grado di sincronizzare automaticamente le proprie playlist su iPod o MP3 player: queste playlists si aggiornano in automatico quando viene connesso un device, semplificandone in questo modo la gestione.

The Filter nasce come UK based company ideata da una joint venture tra Eden Ventures e il cantautore Peter Gabriel [vedi Wikipedia].

Il principio è semplice quanto efficace: un utente si registra (gratuitamente) e inizia a definire un profilo dei suoi gusti musicali e più in generale di entertainment:

- scegliendo i generi cinematografici e musicali a lui vicini

- rispondendo a delle veloci domande di approfondimento per meglio definire il proprio profilo

- scaricando (se lo ritiene) un programma disponibile nelle versioni Windows e MacOs che osserva cosa un utente ascolta in iTunes, Windows Media Player o WinAMP al fine di perfezionare il profilo dell’utente

Una volta definito il profilo, The Filter – oltre ad affinarlo continuamente – propone all’utente musica e film attinenti ai propri gusti.

Il sito consente inoltre di acquistare musica dallo iTunes Store, da Amazon. e eMusic oltre a sincronizzare in modo automatico le playlists sul proprio iPod ed MP3.



Monday
Jul 28,2008

a cura di John Madero

Shannon, la tecnologia raccontata a più voci

Ci siamo resi conto che digitando “Cuil” (ma anche “Cuil search engine”) nel motore di ricerca “Cuil”, il motore di ricerca non compare! Un sito con crisi di identità che non riesce a trovare nemmeno se stesso…

Si parla in queste ore di Cuil, il nuovo motore di ricerca creato da due ex-dipendenti del colosso di Mountain View. Prima di tutto cerchiamo di capire in che cosa i due motori di ricerca si differenziano (oltre alla schermata iniziale di colore nero, che molti preferiscono per l’inferiore consumo energetico):

1) La ricerca non avviene in base ad un algoritmo che privilegia i risultati con più autorità e link in ingresso (come fa il famoso PageRank di Google), ma usa come criterio solamente la pertinenza con la chiave (o le chiavi) di ricerca fornite dal navigatore.

2) Cuil vanta, lo leggiamo in homepage, un database di 120 miliardi di pagine web. E cioè tre volte quello di Google.

3) I risultati non vengono presentati come un lungo elenco di link blu, ma con una accattivante grafica a tre colonne, con tanto di minipreview o immagini correlate.

4) Cuil presenta una feature molto promettente. Per alcune ricerche, è disponibile sulla parte destra della pagina un browse by category, funzionalità utile se vogliamo risalire al nucleo concettuale a cui la nostra parola chiave appartiene, oppure effettuare ricerche su altre parole appartenenti alla stessa categoria.

5) Essendo Cuil appena nato, la sua stabilità è ancora insoddisfacente. Nel momento in cui scriviamo, ad esempio, il sito è irraggiungibile a causa dell’eccessivo carico di richieste ricevute.

6) Rispetto a Google, in cui Wikipedia appare tra i primi risultati per la maggior parte delle chiave di ricerca, salta subito all’occhio come invece con Cuil l’enciclopedia più famosa della rete venga decisamente penalizzata.

Ed ora vediamo cosa dice la blogosfera a riguardo:



Sunday
Jul 27,2008

Breve

Segnaliamo un curioso sito di social networking anti-Facebook. Si tratta di un clone (anche se con soltanto le funzionalità essenziali) del celebre sito di Mark Zuckerberg.

La differenza alla radice è che le connessioni su Hatebook, invece che indicare un rapporto di amicizia, corrispondono ad un rapporto di odio. Dopo la registrazione ci viene subito mostrato l’elenco delle persone iscritte che abitano nelle vicinanze: sta a noi decidere se ignorarle, aggiungerle fra i nemici, mandare loro un messaggio, o etichettarle come homie (“homeboy”).

Tra lo slang e le parole scurrili di cui l’autore (tale “Dr. Evil”) ha riempito il sito, troviamo anche una Mappa del Male, grazie alla quale possiamo sorvolare il globo alla ricerca di nuovi nemici da odiare, oppure semplicemente compiacerci di quelli che già disprezziamo.

E se per caso non sapete con chi prendervela, Hatebook vi offre la pagina Gossip, con un elenco dei nuovi iscritti e di quello che stanno facendo. Insomma, sarà davvero difficile non trovare qualcuno con cui sfogarsi virtualmente.

Una stravagante iniziativa anti-Facebook per chi non ha un punching ball a portata di mano.

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Thursday
Jul 24,2008

DI ESTHER DYSON

Questo articolo è tratto dal numero di agosto di Technology Review, una pubblicazione del Massachusetts Institute of Technology. La traduzione è a cura dello staff di Shannon.

Qualche settimana fa un amico mi ha scritto perchè aveva un problema. Mi ha detto che il nome di sua figlia – chiamiamola ad esempio “Alice Haynes – appariva per errore su Internet come membro di un club di bowling sul social network Meetup.

Dato che io sono nel board di Meetup, mi ha chiesto di togliere quel nome. Sono andata a controllare e, per quel che posso dire, l’Alice Haynes in questione non era sua figlia, ma una qualche altra Alice Haynes in una qualche altra città.

L’episodio è un piccolo esempio di come stiano mutando le questioni inerenti identità e privacy online. Agli albori il problema era tenere i tuoi dati segreti. Adesso invece la sfida è essere sicuri che i propri dati non si confondano con quelli di qualcun altro e controllare come questi dati si diffondano sulla rete. Insomma, gestirli e curarli.

La tua presenza sul Web è sempre più distribuita. E i tuoi dati non sono più solo tuoi: appartengono anche al commerciante che ti ha venduto quel maglione rosso (taglia 12), a Juan che ti ha scattato una foto mentre lo indossavi in spiaggia, e a Susan che l’ha commentata. Dovrei forse io avere il controllo su quello che gli altri scrivono di me?

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Wednesday
Jul 23,2008

Breve

Aggiornamento: secondo TechCrunch, qui ripreso da Punto Informatico, l’acquisizione sarebbe andata in fumo.

TechCrunch, il celebre blog americano curato da Michael Arrington, ha rivelato poche ore fa che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero quasi concluse le trattative di Google per acquistare Digg, il sistema di condivisione e segnalazione di link creato da Kevin Rose nel 2004. Uno dei più popolari siti di social networking.
La cifra indicativa, sempre secondo Arrington, sarebbe di 200 milioni di dollari.

Interessante il fatto che la maggior parte dei ricavi di Digg provengano da un accordo di tre anni stipulato con Microsoft, ormai main competitor della stessa Google.

The companies are now in final negotiations according to our sources, although it could be a couple of weeks before it closes. And while the major deal points have been agreed on, the acquisition could still fall apart. Microsoft, which was previously interested in the company, may be willing to step back in at a much lower price.

Most of Digg’s revenue comes from a three year ad deal with Microsoft, which will be terminated on a sale to Google. Digg has raised $11.3 millionImmagine del post in venture capital.

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In Italia ha già accennato a questa notizia Vittorio Pasteris.



Wednesday
Jul 23,2008

In questo articolo prendiamo in considerazione un programma chiamato Fring. Lo abbiamo scelto non solo per la semplicità del processo di installazione e configurazione e per l’interfaccia intuitiva, ma anche per la compatibilità, oltre che con MSN Messenger, anche con Google Talk, ICQ, Twitter, SIP e Yahoo.

Per utilizzare Fring:
1) Aprire con il vostro cellulare la pagina http://www.fring.com
2) Dal menù, scegliete la pagina “Download”
3) Riempite il modulo che vi viene chiesto di completare inserendo marca e modello del vostro cellulare, paese di provenienza, numero di cellulare e indirizzo mail.
4) Cliccate sul link contenuto nel messaggio sms che riceverete da Fring nel giro di qualche secondo.
5) Seguite la procedura di installazione.
6) Una volta completata l’installazione, lanciate il programma e, dopo aver inserito la vostra username e la vostra password MSN, chattate con i vostri amici!

Per accedere ancora più velocemente a Fring potete, con alcuni cellulari, fare in modo che premendo un particolare bottone della tastiera (spesso i cosiddetti tasti multimediali), si apra direttamente il vostro programma di chat.

Fring permette anche l’utilizzo di Skype: si, non solo per chattare, ma anche per chiamare vocalmente i vostri contatti! Quindi, se ad esempio abitate in una città in cui è disponibile una connessione wireless, potete chiamare i vostri contatti Skype gratuitamente, dovunque voi siate.

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Thursday
Jul 17,2008

DI JOHN MADERO

Ieri sera, in un locale dell’East Village di Manhattan, un venticinquenne americano che ha vissuto in Italia mi chiede se anche noi, dall’interno, percepiamo il forte stato di ristagno in cui il Belpaese si trova. Non vuole offendermi, aggiunge. Dall’estero – mi spiega – ormai sono quattro anni che si sente parlare di un’Italia inesorabilmente in declino.
Gli rispondo che, ovviamente, lo percepiamo anche noi.
Non è niente di nuovo per me, ma sentirselo ribadire con tanta sicurezza da stranieri non è mai un granchè.
“Mi spiace molto dirlo” – aggiunge – “perchè amo l’Italia e ci sono stato per quattro anni”.
“Non sai quanto dispiace a me, che sono italiano!” gli rispondo.

Tornando a casa mi interrogo
. Rifletto. Poi la risposta si presenta da sola. Si, la risposta è nel mio aggregatore di feed rss. L’ennesima testimonianza di questa tragedia (uomini in ruoli chiave che forse dovrebbero valutare un ricollocamento) è il discorso di Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante della per la protezione dei dati personali.
Una vetustà ed una ignoranza delle dinamiche sociali, tecniche e burocratiche delle nuove tecnologie che non può davvero riguardare un uomo in quella posizione.
Capisco mia nonna (in cambio del pranzo del giovedì le racconto volentieri quanto Facebook può essere comodo), ma non Francesco Pizzetti.
Che dire? Se non altro, nella foto, l’aspetto è impeccabile.

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Sunday
Jul 13,2008

DI LORENZO PERONE

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Un sistema operativo accessibile attraverso un web browser? Si’, icloud!

Nutro un grande interesse nei confronti di virtualizzazione e gestione remota, e ho provato con piacere il servizio che offre icloud.

Quelle che seguono sono una serie di appunti o riflessioni scaturite da un breve e parziale test drive. La forma è volutamente “non discorsiva” dato che reputo difficile fare una valutazione analitica su un sistema ancora in piena fase di sviluppo, vorrei approfittarne quindi per lanciare degli spunti di discussione.

Apro con Firefox l’indirizzo http://os.icloud.com/, un messaggio mi informa che: “XIOS/3 – Sorry, Internet Explorer 6 or 7 on Windows required for XIOS/3. – We are working on supporting Firefox on multiple platforms, please be patient.”; l’applicazione è accessibile sono con Internet Explorer 6 o 7 e quindi, in linea teorica ai soli utenti windows; mi fa piacere che stiano pensando anche ad utenti di altri browser/SO.

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Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
Baudelaire

"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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CLAUDE SHANNON




Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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