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Archive for January, 2008

Tuesday
Jan 29,2008

DI MARCO BENNICI

Le potenzialità degli ‘Innovation Relay Center’ (IRC) e delle ‘ideagorà’ sono ancora tutte da scoprire. Questi ‘market place’ virtuali possono a buon titolo aspirare a diventare la ‘spina dorsale’ della società della conoscenza. Conoscenza intesa in senso ampio, possibilmente il più ampio possibile. Nella loro vasta capacità di rendere possibile il difficile percorso verso un’innovazione di successo, gli IRC presentano comunque alcune criticità. Prima fra tutte, la mancanza di un marketing strutturato. L’euristica con cui procedono attualmente al loro interno le richieste e le offerte inserite rischia di lasciare troppo al caso l’effettivo incrocio tra domanda ed offerta di competenze.

Gli ‘Innovation Relay Center’ lavorano a favore del trasferimento tecnologico poggiando le loro attività su una infrastruttura web all’interno della quale vengono inserite le offerte e le richieste di tecnologia. Questa intranet comunitaria è in grado di offrire anche servizi di incrocio automatico tra domanda ed offerta. Il vero filtro verso le imprese clienti sono gli operatori IRC. Spetta ed essi selezionare, consigliare, proporre alle aziende le cose più interessanti che arrivano dalla rete. Il mondo delle tecnologie che può uscire dal ‘cilindro’ degli IRC è ampissimo, ciò rappresenta un problema non da poco non potendo essere gli operatori IRC dei ‘tuttologi’. E’ molto elevato, quindi, il pericolo di grosse inefficienze proprio nel tratto che va dagli operatori IRC alle imprese destinatarie delle proposte di questi market place.

Un buon supporto a questo mercato delle tecnologie potrebbe essere fornito da adeguate strategie di marketing. Tradizionalmente i due driver principali del marketing sono dati dalle logiche ‘push’ e ‘pull’.

Un prodotto può essere spinto sul mercato creando nel consumatore un bisogno precedentemente inespresso. Un prodotto può essere, invece, richiesto dal mercato. Il bisogno sottostante in questo caso è ben chiaro nella mente del consumatore. Il mondo delle tecnologie nel 90% dei casi lavora maggiormente in un’ottica ‘push’, essendo difficilmente comprensibile per un consumatore di avere bisogno di qualcosa se l’oggetto dei desideri non è stato precedentemente concettualizzato.



Sunday
Jan 27,2008
DI JOHN MADERO
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Zoho.com è una suite di produttività di AdventNet Inc., una società fondata nel 1996 con sedi in Nord America, Europa ed Asia.

Proprio come il concorrente Google Docs, anche le applicazioni Zoho sono utilizzabili online con un qualsiasi browser. Insomma, un altro passo verso la big cloud che tra pochi anni renderà superflue le applicazioni offline che abbiamo sempre usato. Tutto questo a scapito della privacy dei nostri dati, conservati nei server centrali di queste aziende.

Come vedete dalla homepage, la suite è composta da ben 14 software. Si parte da Writer, Sheet, Show, Creator (rispettivamente elaboratore di testi, di fogli di calcolo, di videopresentazioni e gestore di database) per arrivare a sistemi di comunicazione istantanea (Zoho Chat) e di editing collaborativo (Zoho Wiki, Zoho Notebook).

Interessanti anche le applicazioni business (Zoho CRM, Zoho Business e Zoho Meeting per il web conferencing) e quelle di project management (Zoho Projects).

Shannon.it ha rivolto qualche domanda a Raju Vegesna, evangelist e punto di riferimento della comunità Zoho.

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Wednesday
Jan 23,2008

Vi ricordate il videoblog sulla proprietà intellettuale di Francesca Terri e Christian Biasco di cui avevamo già parlato?

Arcoiris, il canale libero senza nè censura nè pubblicità, ha sospeso i finanziamenti al progetto, giunto ormai alla sua quinta puntata. Pubblichiamo la prima parte del messaggio che abbiamo ricevuto dai due autori, augurandoci che l’iniziativa possa in qualche modo riprendere con qualche altra fonte di finanziamento.

“…In un’epoca in cui la conoscenza e l’informazione possono circolare a costi bassissimi, una mentalità arretrata e lobbistica impone balzelli e pizzi arbitrari. Ci stiamo abituando all’idea che la cultura libera e gratuita è un’illusione (così come dichiarato qualche mese fa anche dalla presidente dell’ADAGP, la SIAE francese). Noi riteniamo che questa mentalità sia ingiusta e pericolosa: l’accesso alla conoscenza non può essere considerato un optional a disposizione solo di chi è in grado di pagare. È un bene primario, come l’aria, (non citiamo l’acqua e il cibo, visto che ormai ci siamo abituati all’idea che è accettabile che esseri umani muoiano di fame e sete!). La solita obiezione che viene mossa a questo ragionamento, è che facendo così si condanna gli autori a morire di fame e stenti e non si incentiva la ricerca e la creazione artistica. Non bisogna essere degli esperti per notare che comunque lo stato attuale delle leggi che riguardano “la proprietà intellettuale” (termine arbitrario per indicare cose differenti), non favoriscono gli autori e gli inventori, quanto piuttosto i grossi gruppi editoriali e le grosse compagnie private. La competenza e l’ingegnosità possono essere sostenute e finanziate anche in una società in cui la cultura e la conoscenza circolano liberamente: basta trovare nuove forme di sostentamento (il software libero è un esempio)…”



Monday
Jan 21,2008

La Redazione riceve e pubblica volentieri questa segnalazione.

DI ANDREA RATTO

Vi scrivo per segnalarvi un’iniziativa.

Al dipartimento di informatica della facoltà di scienze di Torino è tradizione organizzare un breve corso su GNU/Linux, gestito direttamente dagli studenti più anziani e gratuito.

Il corso è pensato per studenti di informatica del primo anno o comunque per gente con un po’ di basi tecniche e teoriche.

Siamo disponibili ad accogliere anche chi non è studente da noi, pertanto vi segnalo questo progetto, nel caso risponda a quanto promuovete e voleste darle una certa visibilità.

Ovviamente presso il dipartimento di informatica di via Pessinetto 2 a Torino.

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Programma:

  • 26/2 Linux, GNU, software libero e open source + Installazione di Ubuntu
  • 04/3 Il sistema GNU/Linux: architettura e utilizzo
  • 11/3 Linux Installation Party
  • 29/4 Riga di comando: se la conosci, la usi
  • 06/5 Sviluppare con GNU/Linux
  • 13/5 Reti e wireless: configurazioni, strumenti e hack
  • 20/5 Linux lato server: HTTP, FTP, SSH, MySQL
  • 27/5 Infrastrutture per le applicazioni web e Ruby On Rails

Per confermare la propria partecipazione, avere dettagli sull’ora e il luogo esatto o per contattare gli organizzatori visitate questa pagina.



Friday
Jan 18,2008

Un’analisi di MARIO GOVONI su quelle che potrebbero essere le strategie dietro alla maxi-acquisizione di Mysql dei giorni scorsi.

Il 16 gennaio si è diffusa la notizia che SUN Microsystem ha acquistato MySQL AB per la modica cifra di un miliardo di dollari. Nessun titolone su nove colonne, nessuna eco particolare, almeno fino a oggi (18 gennaio), se non la semplice notizia, spesso commentata con pochissime righe.

Dopo averla letta ho iniziato a riflettere su quelle che sono le possibili conseguenze di questa operazione e mi sono reso conto che potremmo essere di fronte a un fatto epocale, destinato ad avere parecchie, e importanti, conseguenze.
MySQL è la “M” dei server LAMP (Linux, Apache, MySQL, PHP) che gestiscono una fetta importante del World Wide Web e vanta, cifre fornite da MySQL stessa, circa undici milioni di installazioni, Il prodotto è maturo, affidabile, potente, anche se qualcuno gli preferisce PostgreSQL, che, però, mi risulta avere una base installata meno ampia. Insomma, SUN ha fatto, nonostante l’esborso economico, un ottimo affare, qualificandosi come uno dei maggiori protagonisti (se non il maggiore in assoluto) del mondo Free/Open Software: concentra adesso nelle sue mani Open Solaris, Java, OpenOffice e Mysql, più altri prodotti e iniziative minori.

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Wednesday
Jan 16,2008

Una discussione di Lorenzo Perone, Mauro Rubin e Giacomo Rizzo sul tema dell’e-learning scaturita da una riflessione di Federico Moro.

DI FEDERICO MORO

Anche se il concetto di innovazione (che sta alla base di una cultura veloce e mutevole come quella attuale) comincia a essere assorbito, prima che questo diventi un fondamento culturale dovrà passare qualche tempo. Mentre lo sviluppo tecnologico in campo educativo corre, le istituzioni e strutture preposte hanno problemi notevoli a mantenere il passo, a sviluppare nuovi sistemi educativi e allineare il personale su di essi.

Qualcuno che ci sta provando c’è, è il professore dell’MIT Mitch Resnick e di recente ha tenuto una conferenza nella prestigiosa università americana dove ha presentato un suo progetto: “L’eterno asilo”“Life Long Kindergarden”.

Il punto di partenza di Resnick è semplice ma efficace: se in un insieme di tre oggetti composto da televisione, pennello e computer dobbiamo raggruppare due per somiglianza e scartare uno come ci comportiamo?

La domanda serve per spiegare come il computer possa essere usato come uno strumento attivo e creativo (come un pennello appunto) piuttosto che passivo e statico (come un televisore). Attraverso questa metafora Resnick sta sviluppando dei progetti formativi per gli asili d’infanzia negli Stati Uniti che si basano sull’uso delle nuove tecnologie (con un’attenzione particolare alla robotica) per lo sviluppo intellettivo dei bambini nei loro anni di maggiore sviluppo. La ragione per cui il progetto si ferma agli asili è data soprattutto dalla libertà che questi hanno nelle scelte formative rispetto alle scuole dell’obbligo con fondi più limitati e programmi da seguire imposti dall’alto.

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Sunday
Jan 13,2008

DI JOHN MADERO

Il trend dell’internet collaborativo ha portato in questi 18 mesi di ascesa delle webtv e nei numerosi investimenti che sembra di moda riservare a questo settore, ad una tendenza quasi maniacale a strutturale i contenuti video in palinsesti “personalizzati”.

Il ragionamento che conduce ad una scelta di questo tipo (vedi ad esempio, in Italia, il nuovo arrivato Glomera) è sempre lo stesso: il tradizionale palinsesto televisivo non può funzionare su internet e quindi bisogna socialnetworkizzarlo affidando alla comunità l’organizzazione dei contenuti.

Si perde così di vista il vero elemento innovativo dei contenuti multimediali digitali, e cioè l’on-demand, esemplificato dalla killer application YouTube che, permettendo in qualsiasi momento di accedere a qualsiasi video, intrattiene milioni di teenagers in un vero e proprio zapping di nuova generazione: non salto da un canale all’altro alla ricerca di un programma che mi convinca, ma salto da un programma di interesse da me selezionato, ad un altro programma di interesse. Un vero paradiso dell’entertainment.

Questo nuovo approcio alla scelta del contenuto viene riassunto da Luca De Biase su Nova24 (29/11/2007): “Il tempo della televisione è sostituito dal tempo del pubblico”.

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Wednesday
Jan 9,2008

DI MAURO RUBIN

Alcune società hanno sfornato schiere di creativi che mediante i mezzi di comunicazione promuovevano in modo originale nuovi prodotti e allo stesso tempo creavano nuove necessità… Successivamente questo tipo di “guerra dei prodotti” si spostò sulla Rete ma ben presto si scoprì che l’anonimato di quest’ultima dava la possibilità di applicare nuove tecniche…

Alcune società iniziarono a mettere in giro voci (tramite siti, forum e chat ) in modo anonimo sulla pericolosità di alcuni prodotti sul mercato: molti ricorderanno le batterie della Nokia che saltavano in aria a contatto che certi tipi di onde elettromagnetiche… Nokia ha dovuto impegnare parecchi comunicati stampa per smentire queste voci…

Queste “leggende metropolitane” fecero capire alle varie agenzie di pubblicità che screditare o promuovere alcuni prodotti in questo modo causava una variazione sostanziale nelle vendite, anche perché la notizia appena messa in circolazione sulla rete solitamente non veniva verificata (a causa dell’impossibilita tecnica), veniva divulgata attraverso il passaparola o altri mezzi di comunicazione (negli ultimi dieci anni soprattutto mail e sms) e spesso beneficiava dell’immaginazione collettiva di cui soffrono anche le “leggende metropolitane” (“conosco una persona che conosce qualcuno a cui è successo”.

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Sunday
Jan 6,2008

DI MARCO BENNICI

Il dibattito sugli IRC non ha mai preso in considerazione almeno finora alcuna strategia di marketing. Sono i vari operatori IRC a decidere come meglio promuovere le offerte e richieste del network. Il rischio di una simile impostazione è di perdere di vista alcune questioni strategiche di non poco rilievo. ‘Ingegnerizzare’ la catena degli IRC è una della possibilità per rendere più efficiente e più veloce il processo di adozione delle tecnologie inserite al suo interno.

Richiamando alcuni pilastri fondamentali del marketing è bene anzitutto vedere quali spazi si aprano per esso nei confronti delle offerte di tecnologia di IRC. Troppe volte si legge ‘marketing’ come ‘comunicazione’. Questa visione riduttiva della materia lascia fuori tutta una serie di elementi di carattere strategico che possono fare la fortuna o meno di certe scelte di mercato. Che si tratti di marketing strategico od operativo, differenziandosi su un orizzonte di breve o di medio-lungo periodo, il marketing è sempre frutto di un’impostazione strategica. Di breve periodo, giocherà sui due-tre anni, di medio-lungo su un arco temporale più ampio. Le leve da utilizzare sono quelle del ‘marketing mix’ (prodotto, prezzo, promozione, distribuzione) e delle strategie attorno a cui costruire comunicazione del brand, partnership ed opportunità di economie di scala.

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Thursday
Jan 3,2008
Italia: una panoramica introduttiva alle nuove tecnologie televisive (IPTV, MobileTv e WebTV) e ai relativi pro e contro.

DI JOHN MADERO

Partiamo dalle IPTV ( Internet Protocol TV ), veri e propri canali gestiti da provider che si avvalgono dell’infrastruttura su cui si basa internet (TCP/IP) per diffondere video attraverso banda larga (Adsl o fibra che sia).
In Italia le più famose sono quelle di Fastweb e Alice / Telecom Italia ma, recentemente, anche Tiscali è scesa in campo in seguito all’acquisizione della londinese Homechoice, specializzata appunto in questo tipo di soluzioni.

L’aspetto negativo delle IPTV più spesso sollevato critica la natura “chiusa” di questa tecnologia: si tratta di una televisione completamente gestita da un provider, che spesso si limita a comprare i diritti di alcuni contenuti della tv generalista e a riproporli in un palinsesto riorganizzato secondo i criteri di mercato della padrona di turno (Telecom, Fastweb, Tiscali appunto).
Ma oltre ad essere carenti di contenuti prodotti adhoc per questa tecnologia (all’estero non è così), le IPTV italiane mancano spesso di strumenti di comunicazione sociali che sfruttano gli user generated contents. I big providers dovrebbero prenderne atto, non basta l’interattività del telecomando per parlare di nuova televisione: in futuro verrà premiato il servizio con un’efficace interazione tra utenti che stanno visionando lo stesso contenuto.

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Aforismi ad aeternum

"Ratzinger ha invitato i giovani alla castità. Se funziona con loro proverà anche con i preti."
Daniele Luttazzi

"Ciò che ho sempre trovato di più bello, a teatro, è il lampadario."
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"Non so se Dio esiste. Ma se esiste, spero che abbia una buona scusa."
Woody Allen

"Dio è un commediante che recita per un pubblico troppo spaventato per ridere."
Voltaire


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Claude Shannon è uno dei più grandi teorici del secolo scorso. Gettò le basi per la progettazione dei circuiti digitali, scrisse una teoria dell'informazione ancora oggi ampiamente considerata, fondò la teoria matematica della crittografia e creò uno dei primi programmi scacchistici per computer.
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