DI CLAUDIO BROVELLI (Partito Pirata)
La durata dei supporti è estremamente limitata nel tempo: nastri magnetici che si smagnetizzano, CD che dopo 15 anni circa perdono irrimediabilmente il loro contenuto, le modifiche dell’hardware, i differenti standard sono un ulteriore ostacolo.
Il rischio serio è che nel giro di un paio di generazioni tutta la memoria artistica, giuridica e scientifica moderna scompaia.
Solo chi condivide e quindi continua a salvare su supporti diversi e multipli tali opere consente alla civiltà umana di potere avere accesso all’arte ed alla cultura contemporanea.

Il filesharer si configura quindi come una sorta di neo-amanuense, egli lo fa su base volontaria, a proprie spese, bypassando se del caso i limiti imposti da lucchetti di tipo DRM. Al filesharer va dunque riconosciuto il merito di essere la memoria viva della nostra civiltà.
DI ANDREA CAMBIERI
L’ultima patch per la versione italiana di Windows Xp Service Pack 2 aggiunge il timezone dell’Armenia e di altre regioni prima riunite in un unico timezone. Qualche Mb di patch e riavvio necessario, ovviamente è una patch per una patch di mesi fa. Quanti armeni con windows xp in italiano esisteranno al mondo? O.o
Nel frattempo se prendete un catalogo dell’Euronics potrete notare che con i portatili con Windows Vista installato vi danno 24 LATTINE di burn in omaggio….roba che per i primi 5 minuti non riuscivo a collegare la parola portatile con la marca della bibita e mi chiedevo se mi fossi perso qualche anno di progresso informatico.

DI JOHN MADERO
“In USA un fenomeno può definirsi completamente radicato nella cultura e nelle abitudini americane solo se I Simpsons ne hanno fatto una loro versione satirica. Google questo onore lo ha avuto.”, così apre l’articolo di copertina dell’autorevole The Economist di questa settimana.
Who’s afraid of Google? e Inside the Googleplex non aggiungono niente di nuovo a quello che ormai quotidianamente leggiamo riguardo a BigG, semplicemente riassumono i malumori, le critiche e le contestate iniziative dell’azienda più misteriosa della Silicon Valley. Tutto questo presentando un panorama comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Vi raccontiamo, ma magari lo farà anche Punto Informatico domani, cosa si dice in questa inchiesta.

Riaprimo le pubblicazione in anticipo per esprimere il nostro dolore per l’improvvisa morte, avvenuta la scorsa notte, di Franco Carlini, noto giornalista e studioso di Internet e dei suoi fenomeni di aggregazione.
Era stato ricercatore per moltissimi anni al CNR occupandosi di Cibernetica e Biofisica ma nel 1989 aveva lasciato il suo lavoro per dedicarsi al giornalismo ( per il Corriere della Sera, l’Espresso e, ultimo articolo pubblicato ieri, il Manifesto ). Con la sua società pionierisitca Totem ha lanciato numerose iniziative editoriali online (vi consigliamo di visitare Visionpost)
Con i libri Chips & Salsa. Storie e culture de mondo digitale (1995), Tornano i DNAsauri (1993), Internet, Pinocchio e il Gendarme” (1997), “Lo Stile del Web” (1999) si è imposto nel panorama nostrano come uno dei più brillanti visionari e comunicatori della Rete.
Ecco come lo sta ricordando la blogsfera.
